“Legge di bilancio 2019”: le principali novità in materia fiscale per gli Enti Locali introdotte dalla Manovra finanziaria

“Legge di bilancio 2019”: le principali novità in materia fiscale per gli Enti Locali introdotte dalla Manovra finanziaria

Tra le disposizioni introdotte dalla nuova Manovra finanziaria, G.U. n. 302 del 31 dicembre 2018 – S.O. n. 62 (Legge 31 dicembre 2018, n. 145, c.d. “Legge di bilancio 2019”), segnaliamo le novità di natura fiscale che interessano – in maniera più o meno diretta – gli Enti Locali.

Comma 2 – Sterilizzazione per il solo anno 2019 delle clausole di salvaguardia Iva

Con la presente disposizione vengono introdotte disposizioni finalizzate alla totale sterilizzazione degli incrementi delle aliquote Iva per l’anno 2019.

A differenza della versione iniziale, adesso vengono tuttavia non ridotti ma mantenuti gli aumenti già previsti sull’aliquota ridotta dall’anno 2020 in poi, ed addirittura viene progressivamente incrementata l’aliquota Iva ordinaria dall’anno 2020 in poi.

Ricordiamo che la Legge di Stabilità 2015 ha previsto “clausole di salvaguardia” consistenti in incrementi di aliquote Iva ordinaria e ridotta e di accise su benzina e gasolio, a tutela dei saldi di finanza pubblica e in sostituzione di riduzioni di agevolazioni e detrazioni previste da precedenti manovre. I predetti aumenti Iva erano in origine previsti a partire dall’anno 2016. Le misure sono state di volta in volta posticipate e da ultimo, la Legge di Stabilità 2018 ha rinviato gli aumenti Iva al 2019 e quelli accise al 2020.

In sintesi, per effetto dell’art. 2 in commento, si avrà la seguente situazione, in base alla quale almeno per l’anno 2019 le aliquote Iva ridotta e ordinaria resteranno le stesse (rispettivamente 10% e 22%):

  2018 2019 2020 2021 2022
Aliquota Iva ridotta:          
situazione

a dicembre 2018

10% 11,5% 13% 13% 13%
situazione

da gennaio 2019

10% 13% 13% 13%
Aliquota Iva ordinaria:          
situazione

a dicembre 2018

22% 24,2% 24,9% 25% 25%
situazione

da gennaio 2019

22% 25,2% 26,5% 26,5%

Comma 3 – aliquota Iva 10% per l’acquisto di alcuni dispositivi medici

Con una interpretazione del n. 114) della tabella A, parte III, allegata al Dpr. n. 633/72, si stabilisce che è soggetto all’aliquota Iva del 10% anche l’acquisto di “dispositivi medici a base di sostanze normalmente utilizzate per cure mediche, per la prevenzione delle malattie e per trattamenti  medici e veterinari, classificabili nella voce 3004 della nomenclatura combinata di cui all’allegato 1 del regolamento di esecuzione (UE) 2017/1925 della Commissione del 12 ottobre 2017 che modifica l’allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo  alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune”.

Commi 9-11 – estensione del regime “forfettario” – minimi

La norma interviene sulla disciplina del c.d. “regime dei minimi”, di cui ai commi da 54 a 89 della Legge di Stabilità 2015, prevedendo, per accedere al regime agevolato, un unico limite di ricavi o compensi (65.000 euro).

Ricordiamo che le citate disposizioni della richiamata Legge n. 190/14 consentono alle imprese e ai professionisti di applicare il c.d. “regime forfetario”. Per l’accesso al regime agevolato sono richiesti sia requisiti reddituali, sia ulteriori requisiti che riguardano le spese per lavoro dipendente e il costo dei beni strumentali.

Commi 17-22 – Imposta sostitutiva per imprenditori individuali ed esercenti arti e professioni

La norma introduce, con decorrenza 2020, un regime fiscale agevolato facoltativo in favore delle persone fisiche che realizzano redditi d’impresa o di lavoro autonomo e che, nel periodo d’imposta precedente a quello per il quale è presentata la dichiarazione, hanno conseguito ricavi o percepito compensi compresi tra 65.001 e 100.000 Euro.

Alla base imponibile, determinata secondo i criteri ordinari, si applica un’imposta ad aliquota 20% sostitutiva dell’Irpef e relative addizionali, dell’Irap e dell’Iva.

I contribuenti che applicano il regime d’imposta sostitutiva, al pari dei c.d. “minimi” non subiscono la ritenuta d’acconto sui compensi ricevuti, né trattengono la ritenuta alla fonte sui compensi corrisposti, non applicando nemmeno l’Iva.

Ai fini della individuazione del limite dei ricavi e dei compensi per l’accesso al regime sostitutivo non rilevano gli adeguamenti effettuati in base agli indici sintetici di affidabilità; inoltre, nel caso di esercizio contemporaneo di differenti attività, si assume la somma dei ricavi e componenti. Sono previste esclusioni dall’ambito soggettivo di applicazione.

Commi 35-50 – istituzione dell’Imposta sui servizi digitali

Viene istituita l’Imposta sui servizi digitali, che va a colpire imprese che nel corso di un anno, singolarmente o in gruppo, realizzano un determinato livello di ricavi da servizi digitali.

Un Decreto del Mef stabilirà le disposizioni attuative e uno o più Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate le modalità applicative.

Commi 53-56 – disposizioni in materia di e-fatture e trasmissione telematica dei corrispettivi, modificative del Dl. n. 119/18

Viene modificato l’art. 10-bis del Dl. n. 119/18, convertito dalla Legge n. 136/18 (“Disposizioni di  semplificazione in tema di fatturazione elettronica per gli operatori sanitari”), a seguito dell’intervento del Garante per la privacy, prevedendo che per il periodo  d’imposta 2019, i  soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, ai fini dell’elaborazione della Dichiarazione dei redditi precompilata, non possono emettere fatture elettroniche ai sensi delle disposizioni di cui all’art. 1, comma 3, del Dlgs. n. 127/15, con riferimento alle fatture i cui dati sono da inviare al Sistema tessera sanitaria. Coerentemente con quanto sopra, viene poi modificato l’art. 17, comma 1, lett. c), capoverso 6-quater), dello stesso Dl. n. 119/18, prevedendo che i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, ai fini dell’elaborazione della Dichiarazione dei redditi precompilata, possono adempiere all’obbligo mediante la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati, relativi a tutti i corrispettivi giornalieri, al Sistema tessera sanitaria.

I dati fiscali trasmessi al Sistema tessera sanitaria possono essere utilizzati solo dalle Pubbliche Amministrazioni per l’applicazione delle disposizioni in materia tributaria e doganale, ovvero, in forma aggregata per il monitoraggio della spesa sanitaria pubblica e privata complessiva. Con Decreto del Mef, di concerto con i Ministri della Salute e per la Pubblica Amministrazione, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, sono definiti i termini e gli ambiti di utilizzo  dei  predetti  dati  e  i limiti temporali.

Il comma 55 modifica le modalità per accedere al contributo finalizzato ad acquistare gli strumenti mediante i quali effettuare la memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi.

Viene concesso un contributo al committente sotto  forma  di  credito d’imposta di pari importo, da utilizzare  in compensazione tramite Modello F24 e il suo utilizzo è consentito a decorrere dalla prima liquidazione periodica Iva successiva al mese in cui è stata registrata la fattura relativa all’acquisto o all’adattamento degli strumenti mediante i quali effettuare la memorizzazione e la trasmissione ed è stato pagato, con modalità tracciabile, il relativo corrispettivo.

Un Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate da emanare entro fine gennaio definirà le modalità attuative.

Commi 67 e 68 – proroga detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica, ristrutturazione edilizia, acquisto di mobili e sistemazione a verde

Tale pacchetto di norme estende alle spese sostenute nel 2019 la detrazione Irpef per:

– spese di riqualificazione energetica disciplinata dall’arti. 14 del Dl. n. 63/13;

– spese relative ad interventi di sistemazione a verde.

Commi 431 e 432 – valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico

Al fine di favorire la valorizzazione degli immobili  pubblici, nonché il rilancio degli investimenti nel settore, l’art. 3, comma 15, del Dl. n. 351/01, convertito con modificazioni dalla Legge n. 410/01, si interpreta nel senso che, oltre a quanto consentito dai provvedimenti adottati all’esito delle conferenze di servizi e dagli accordi di programma di cui al predetto comma 15, per gli immobili oggetto di tali provvedimenti sono ammissibili anche le destinazioni d’uso e gli interventi edilizi consentiti, per le zone territoriali  omogenee all’interno delle quali ricadono tali immobili, dagli strumenti urbanistici generali e  particolareggiati vigenti. Gli interventi edilizi di cui al predetto articolo 3 sono acconsentibili in via diretta.  Sono fatte comunque salve le intese nel frattempo intervenute tra l’Amministrazione finanziaria e gli Enti territoriali in ordine al riconoscimento, a fronte della valorizzazione conseguente al cambio di destinazione d’uso, di quote del ricavato attribuito alla rivendita degli immobili stessi.

Nell’ambito della Conferenza unificata è istituito un tavolo tecnico permanente con il compito di supportare l’adeguamento degli Enti Locali ai citati princìpi e monitorarne  lo stato di attuazione.

Comma 621 – Sport bonus

La norma attribuisce un credito d’imposta in favore dei soggetti che effettuano, nel 2019, erogazioni liberali per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche.

Il credito d’imposta è pari al 65% delle erogazioni liberali in denaro, effettuate da privati nel corso del 2019, per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture. Il credito d’imposta è riconosciuto alle persone fisiche e agli enti non commerciali nei limiti del 20% del reddito imponibile. Per i soggetti titolari di reddito d’impresa il beneficio è riconosciuto nei limiti del 10 per mille dei ricavi annui. Il credito d’imposta è riconosciuto qualora le erogazioni in denaro effettuate per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto di tali interventi.

Il credito d’imposta è utilizzabile, per i soggetti titolari di reddito d’impresa, tramite compensazione. Non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap e non concorre alla formazione del tetto massimo di crediti d’imposta annui utilizzabili.

Il beneficio non può essere cumulato con altre agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente per le medesime erogazioni.

Si rinvia ad un Dpcm. la definizione delle ulteriori modalità applicative.


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