“Legge di stabilità 2016”: Anci chiede 6 mesi di proroga per aggregazione obbligatoria piccoli Comuni

“Legge di stabilità 2016”: Anci chiede 6 mesi di proroga per aggregazione obbligatoria piccoli Comuni

Proroga al 30 giugno 2016 del termine per l’aggregazione obbligatoria dei piccoli Comuni e aumento degli incentivi per le fusioni: sono le richieste avanzate dall’Anci al Governo nell’ambito della discussione sul “Ddl. stabilità 2015”.

Come si apprende dal Comunicato Anci 25 novembre 2015, per il Vice-Presidente dell’Associazione, Matteo Ricci, il criterio dell’aggregazione obbligatoria dei piccoli Comuni è sbagliato. “Abbiamo chiesto – ha detto – 6 mesi in più per mettere i Sindaci nelle condizioni di definire i loro ambiti adeguati e omogenei superando criteri che non danno efficienza ed efficacia”.

Quanto al fronte incentivi, Ricci ha spiegato che è stato chiesto il raddoppio della dotazione del contributo annuale destinato agli Enti che si uniscono o si fondono.

Riportiamo di seguito la proposta di autoriforma predisposta dall’Anci: “Le gestioni associate costituiscono una opportunità da cogliere da parte di tutti i Comuni, non solo quelli piccoli, attraverso le Convenzioni, le Unioni e le fusioni, come previsto dalla legge 56/2014. Il criterio demografico va sostituito con quello di bacino adeguato e omogeneo individuato dalle assemblee dei Sindaci congiuntamente alle funzioni da associare e premiando le realtà più virtuose. La riflessione promossa dall’Anci nasce dall’esigenza di completare con ogni urgenza, quindi nella legge di stabilità o in altro provvedimento utile, il disegno delle riforme e della nuova governance dei territori. In tal senso, l’Associazione ha già presentato una proposta di autoriforma che darebbe vita a governi del territorio più efficienti ed efficaci nella gestione di servizi e funzioni comunali, potendo ottenere anche economie di scala nel periodo medio, proprio perché alla base di questi processi ci devono essere i territori ad indicare i cosiddetti “ambiti adeguati” nei quali realizzare le forme di cooperazione più funzionali. Tutto ciò avendo riscontrato che l’impianto attuale – a cinque anni dalla sua prima definizione – e fondato sull’obbligatorietà di gestire insieme tutte le funzioni fondamentali entro il 31 dicembre, non sta dando i risultati immaginati dal legislatore e presenta oggettive criticità. Occorre, quindi, un’iniziativa legislativa da adottare quanto prima per evitare il rischio di aver definito un pacchetto parziale di riforme che, dopo il nuovo Senato, gli enti di area vasta, le Città metropolitane e lo svuotamento delle Province, perderebbe efficacia a causa della mancata ridefinizione degli assetti di governance locale. Per operare in tal senso, l’Anci sostiene innanzitutto la necessità di sospendere il termine che impone ai piccoli Comuni la gestione associata delle funzioni entro il prossimo 31 dicembre, ma non nel senso di un’ulteriore proroga. La sospensione è volta ad impostare un percorso più ampio e organico di riforma, investendo le autonomie locali della responsabilità di individuare, in ciascuna area vasta ed entro pochi mesi, i bacini adeguati e omogenei per caratteristiche morfologiche e socio-economiche. Il disegno proposto dall’Anci prevede, inoltre, anche un mirata semplificazione normativa e un programma di incentivi di tipo economico finanziario, nonché un successivo confronto sulle modalità di gestione associata delle funzioni, in modo da renderle il più possibile utili all’Amministrazione efficiente dei territori”.


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