“Legge di stabilità 2016”: Anci, “Per la prima volta dal 2007 non si basa sui tagli ai Comuni”

“Legge di stabilità 2016”: Anci, “Per la prima volta dal 2007 non si basa sui tagli ai Comuni”

E’ un giudizio prevalentemente positivo quello espresso dal Presidente dell’Anci, Piero Fassino, sulla “Legge di stabilità 2016”, attualmente al vaglio del Senato.

Per la prima volta dal 2007 ad oggi – ha detto Fassino in apertura della XXXII Assemblea annuale Anci – la Legge di bilancio presentata dal Governo non è fondata su riduzione di risorse e tagli ai Comuni. Non era così scontato. Non è così per altri Comparti della Pubblica Amministrazione. Per questo apprezziamo molto la svolta operata dal Governo”.

Il Presidente Anci ha sottolineato che questa Manovra si distingue da quelle precedenti perché, anziché puntare unicamente sulla “Spending Review”, mette in campo delle misure espansive e ha definito il cambio di passo in materia di finanza locale come “la prova del successo delle proprie battaglie e dal confronto continuo con il Governo” in materia di “Fondo compensativo Tasi 2015”, rinnovo della concessione di anticipazioni di liquidità ai Comuni per il pagamento dei debiti, esclusione dai vincoli del Patto di stabilità dei cofinanziamenti europei e riduzione delle sanzioni per violazione di Patto.

Nel capitolo “criticità irrisolte”, Piero Fassino ha invece inserito, in primis, la condizione finanziaria in cui versano gli Enti di area vasta, dove il divario tra il fabbisogno e le entrate ammonterebbe a 500 milioni di Euro. “Se non compensato – ha detto – causerà il dissesto di gran parte degli Enti, mettendo a rischio servizi fondamentali. Chiediamo perciò con forza a Governo e Parlamento di adottare, in sede di conversione, misure finanziarie correttive che consentano di garantire alle Province le risorse necessarie alla erogazione dei servizi essenziali”.

Tra gli altri nodi da sciogliere sono stati poi menzionati: il rimborso delle spese anticipate dai Comuni per gli Uffici Giudiziari, il tema dei rapporti tra Comuni e Cassa Depositi e Prestiti per la rinegoziazione dei mutui contratti con gli Enti Locali, e la difficoltosa attuazione della “Legge Delrio”, segnata da “difficoltà di ordine istituzionale e ordinamentale”.

 


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