“Legge di stabilità 2016”: la Commissione europea promuove la Manovra “con riserva” e riesaminerà i conti a primavera

“Legge di stabilità 2016”: la Commissione europea promuove la Manovra “con riserva” e riesaminerà i conti a primavera

Promossi all’esame di autunno ma per la valutazione definitiva occorrerà aspettare la primavera del 2016, quando la Commissione europea riesaminerà i conti italiani. I giudizi espressi dall’Istituzione dell’Unione europea sui bilancio programmatici 2016 degli Stati membri sono stati resi noti ieri.

Come riferito dal Comunicato del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Commissione ha confermato che “l’Economia italiana si è rimessa in moto nel 2015 e che la crescita si rafforzerà nel 2016. Grazie alla ripresa e alla ritrovata crescita, la dinamica del debito si inverte rispetto al trend recente e nel 2016 – per la prima volta dal 2007 – il rapporto debito/Pil diminuisce”.

A dispetto di queste valutazioni positive, la Commissione ha ritenuto che il bilancio programmatico dell’Italia presenti un rischio di non conformità alle regole del “Patto di stabilità e crescita”.

Il Dicastero guidato dal Ministro Pier Carlo Padoan ha motivato questa scelta come segue: “Nel Programma di stabilità dell’Italia, pubblicato con il Def di aprile e aggiornato con la Nota di settembre, il Governo ha programmato una deviazione temporanea dal percorso di conseguimento dell’obiettivo di medio termine, al fine di promuovere la crescita e l’occupazione. La deviazione programmata è conforme ai margini di flessibilità consentiti dal ‘Patto di stabilità e crescita’, come specificati dalla Commissione nella Comunicazione sulla flessibilità del 13 gennaio 2015 per incoraggiare riforme strutturali e investimenti. Tuttavia, la procedura della Commissione prevede che l’adozione delle clausole di flessibilità possa essere decisa soltanto nel contesto del cosiddetto ‘Semestre europeo’ e quindi nella primavera 2016. L’opinione sul bilancio programmatico viene quindi espressa senza tener conto della flessibilità possibile e in questo quadro la Commissione reputa che il bilancio programmatico dell’Italia presenti un rischio di non conformità alle regole del ‘Patto di stabilità e crescita’. Pertanto, la validità della programmazione finanziaria che il Governo ha effettuato nel rispetto delle regole dell’Unione non viene inficiata da questa opinione, che rimanda a una valutazione definitiva nella prossima primavera”.

Veniamo al capitolo “clausole di flessibilità”. Il Governo italiano ha chiesto di poter usufruire di un margine di:

  • 0,1 punti percentuali per le riforme;
  • 0,3 punti percentuali per effettuare investimenti;
  • 0,2 punti percentuali per le spese che saranno sostenute per fronteggiare la crisi dell’immigrazione (c.d. “clausola migranti”).

Ad oggi, l’Italia incassa l’incondizionato “via libera” di Bruxelles soltanto per la seconda di queste voci. Resta sospeso invece il giudizio per le voci “riforme” e “immigrazione”. Quanto alla prima, la Commissione europea ha annunciato che la valuterà alla luce dei progressi fatti nell’implementazione dell’Agenda del Governo. Con riferimento alla “clausola migranti” invece l’impegno preso dall’Istituzione presieduta da Jean Claude Juncker è quello di valutare le spese che saranno sostenute nel prossimo anno per fronteggiare l’emergenza.


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