“Legge Madia”: pronti i Decreti attuativi in materia di partecipazioni societarie delle P.A. e servizi pubblici locali

“Legge Madia”: pronti i Decreti attuativi in materia di partecipazioni societarie delle P.A. e servizi pubblici locali

 

I Decreti legislativi in materia di partecipazioni societarie delle Amministrazioni pubbliche e di servizi pubblici locali di interesse economico generale – che, ai sensi dell’art. 16 della Legge n. 124/15 (“Legge Madia”) il Governo è delegato ad adottare – sono ormai in dirittura d’arrivo.

Infatti, a detta dello stesso Premier Renzi, la “partita” sull’annunciato pacchetto dei Decreti attuativi della “Legge Madia” (comprensivo di quelli in parola) può chiudersi oggi in Consiglio dei Ministri, o al massimo venerdì della prossima settimana.

I Testi unici delle disposizioni sulle 2 prefate materie – che saranno il frutto dell’esercizio della delega del Governo – destano molto interesse soprattutto nel Comparto degli Enti Locali. Dalle indiscrezioni trapelate sulle bozze in circolazione emergono (fra gli altri) i seguenti aspetti concernenti il Settore delle partecipazioni societarie delle P.A.: la possibilità per le Società a partecipazione pubblica di essere assoggettate al fallimento; il ruolo di censore attribuito in via preventiva alla Corte dei conti per quanto concerne il ricorso allo strumento societario da parte delle Amministrazioni in parola; la previsione di un esame annuale (a cura degli Enti partecipanti) sull’assetto delle Società menzionate che può portare alla redazione di un piano per la loro razionalizzazione; la definizione del raggio di azione delle Società costituite o partecipate direttamente o indirettamente dalle P.A., che (nell’ambito delle attività strettamente necessarie al perseguimento delle finalità istituzionali  di queste ultime) comprende anche il campo dell’autoproduzione di servizi strumentali; la definizione della struttura dell’Organo gestorio delle ridette Società che di norma deve essere monocratico, salvo che l’Assemblea non disponga (motivatamente) che la Società sia amministrata da un Cda composto da 3 o 5 membri (all’interno del quale la carica di vicepresidente, se attribuita, ha solo funzioni sostitutive senza compensi aggiuntivi).


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