Mense scolastiche: la Conferenza Unificata detta le regole anti-spreco alimentare

Mense scolastiche: la Conferenza Unificata detta le regole anti-spreco alimentare

Ogni anno nell’Unione Europea vengono sprecate, in tutte le fasi della catena alimentare, circa 100 milioni di tonnellate di cibo, il 14% dei quali derivanti dalla ristorazione collettiva.

Preso atto degli enormi danni ambientali, economici e sociali prodotti da livelli così alti di spreco alimentare, in sede di Conferenza Unificata, è stata sottoscritta un’Intesa tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano ed Enti Locali che ha portato all’approvazione del Documento recante“Linee di indirizzo rivolte agli Enti gestori di Mense scolastiche, aziendali,ospedaliere, sociali e di comunità, al fine di prevenire e ridurre lo spreco connesso alla somministrazione degli alimenti”.

Il Documento è datato 19 aprile 2018 ma è stato pubblicato solo recentemente, sulla G.U. n.253 del 30 ottobre 2018.

Le indicazioni formulate dal Tavolo tecnico per perseguire la riduzione del fenomeno dello spreco di cibo sono riferite a 3 tipologie di mense distinte: quelle ospedaliere, quelle scolastiche e quelle aziendali.

In ambito scolastico, viene raccomandato quanto segue:

  1. rilevare sistematicamente le eccedenze e i residui predisponendo una procedura di monitoraggio standardizzata, coinvolgendo anche gli studenti in questa attività. Ciò allo scopo di scrivere capitolati più aderenti alle reali esigenze e di sensibilizzare corpo docenti e alunni sull’importanza di combattere lo spreco in quest’ambito;
  2. lavorare in rete per individuare ed eliminare le criticità che portano al lascito di parte del pasto in mensa;
  3. prevedere all’interno dei capitolati elementi di flessibilità con l’obiettivo di permettere un adeguamento degli stessi in funzione delle informazioni che possono derivare dal rilevamento ed analisi puntuale delle dinamiche del Servizio“Refezione”;
  4. formare gli insegnanti sul tema degli sprechi alimentari per renderli parte integrante ed attiva nel portare lo studente ad avere un comportamento corretto e propositivo anche durante il momento del pasto;
  5. attivare percorsi educativi e di sensibilizzazione sullo spreco alimentare e sui suoi impatti ambientali, economici e sociali,prevedendo il coinvolgimento anche delle famiglie;
  6. ove possibile, preferire soluzioni che consentano di avvicinare il punto/centro cottura e quello di somministrazione per migliorare il gradimento delle stesse da parte del fruitore finale;
  7. prevedere la possibilità di una seconda razione di frutta e considerare la possibilità di utilizzare per la merenda del giorno dopo frutta,pane,budini, ecc;
  8. rendere i refettori accoglienti e adeguati alla funzione che devono svolgere;
  9. favorire i contatti tra gestori mensa, Servizi sociali del Comune ed Enti caritatevoli;
  10. recuperare le eccedenze per attuare in rete le procedure igienico sanitarie di recupero e ridistribuzione insicurezza dei pasti non consumati a soggetti indigenti;
  11. riciclare, tramite compostaggio, ciò che non sia stato possibile consumare o recuperare.

Sempre in merito alla lotta agli sprechi alimentari all’interno delle Mense scolastiche, sono state elencate alcune risposte a domande frequenti, che riportiamo qui di seguito:

D. Come garantire l’adeguatezza nutrizionale dei menù somministrati nelle ristorazioni collettive?

  1. Riportando con chiarezza nei capitolati d’appalto specifiche indicazioni relative alla validazione/elaborazione delle tabelle dietetiche per la ristorazione scolastica, socio-assistenziale ed aziendale da parte dei Slan, di quelle ospedaliere da parte delle UU.OO. ospedaliere di Dietetica e nutrizione clinica.
  2. Qualora previsto dai capitolati d’appalto, quali sono i criteri da seguire per far sì che le aziende di ristorazione collettiva realizzino progetti validi ed efficaci per la promozione della sana alimentazione e la riduzione degli sprechi?
  3. È necessario che tali progetti siano aderenti alle ‘Linee-guida’ del Ministero della Salute e al Piano nazionale della prevenzione e che comunque vengano preventivamente valutati dalle istituzioni sanitarie di riferimento (Regioni, Slan).
  4. Quale strumento consente di recuperare e distribuire insicurezza i pasti non consumati nella ristorazione collettiva?
  5. Un utile strumento di lavoro è rappresentato dai Manuali di corretta prassi per il recupero pasti nella ristorazione collettiva,validati dal Ministero della Salute, come previsto dal Regolamento(CE) n. 852/2004; è già disponibile un primo Manuale validato, predisposto dalla Fondazione Banco alimentare Onlus e la Caritas”.

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