Modalità di rendicontazione della attività di soggetti privati svolte in sussidiarietà orizzontale

Modalità di rendicontazione della attività di soggetti privati svolte in sussidiarietà orizzontale

Nella Delibera n. 333 del 27 novembre 2014 della Corte dei conti Lombardia, un Sindaco chiede se, nell’erogare la propria quota di compartecipazione ad iniziative di privati concretanti forme di esercizio della cd. “sussidiarietà orizzontale”, debba operare una verifica contabile in relazione alla sola iniziativa specificamente oggetto di contribuzione ovvero sull’intera attività del soggetto sussidiato. Tale quesito viene posto, sia in termini generali, sia con riferimento alle Associazioni sportive dilettantistiche di cui all’art. 90, comma 18, lett. f), della Legge n. 289/02, per cui peraltro vige uno specifico obbligo di redazione dei rendiconti economico-finanziari. La Sezione ha rilevato che, nell’impianto motivazionale delle determinazioni che conducono l’Ente pubblico ad accordare specifiche forme di contribuzione ad iniziative sussidiarie, deve risultare, sia il fine pubblico perseguito, sia la rispondenza delle modalità in concreto adottate al raggiungimento della finalità sociale, e che tale valutazione non può che passare tramite un’analisi, oltre che della specifica iniziativa, anche della complessiva attività dell’Ente privato; di qui l’opportunità di una disamina dei complessivi bilanci dell’Ente sussidiato, salvo che, per la specificità del caso concreto ovvero per la peculiare commisurazione nella fattispecie del contributo pubblico (ad esempio, limitato alle sole “spese vive” sostenute e rendicontate da Entiictu oculi idonei allo svolgimento in sussidiarietà di pubbliche funzioni), un tale controllo si palesi inutile. Ma questa è una valutazione che può essere operata solo in concreto, alla luce delle peculiarità della singola fattispecie, e intrinsecamente rifugge da tipizzazioni astratte. Inoltre, la Sezione ha rilevato che ciò vale anche per le Associazioni sportive dilettantistiche di cui all’art. 90, comma 18, lett. f), della Legge n. 289/02. In tal senso, per tali peculiari Associazioni valgono i principi generali, dato che, a tali fini, esse non si differenziano dal più generale genusassociativo a cui la figura appartiene. Di tali enunciati il Comune richiedente terrà dunque conto nella valutazione delle fattispecie concrete in cui è chiamato a svolgere la propria attività amministrativa, sempre comunque nel rispetto dei complessivi vincoli di spesa vigenti con riferimento alla specifica forma di compartecipazione in concreto prescelta.


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