Nomina di un Revisore con incarico di Assessore presso un altro Comune della stessa Regione: il Parere del Viminale

Nomina di un Revisore con incarico di Assessore presso un altro Comune della stessa Regione: il Parere del Viminale

Il Parere pubblicato il 20 maggio 2021 sul sito istituzionale del Ministero dell’Interno – Dipartimento per gli Affari interni e territoriali, riguarda un Comune che deve procedere alla nomina del Collegio dei Revisori e che chiede se sussistano cause di ineleggibilità in capo ad un Revisore sorteggiato che rivesta, al contempo, l’incarico di Assessore presso un Comune della stessa Regione e, quindi, se sussista un’ipotesi di impedimento all’assunzione dell’incarico nell’ambito dell’Organo di revisione economico-finanziaria. 

Il Parere evidenzia che l’art. n. 236 del Tuel, disciplina le ipotesi di incompatibilità e di ineleggibilità dei Revisori degli Enti Locali; il comma 1, richiama l’art. 2399, comma 1, del Cc., ed equipara i componenti dell’Organo esecutivo dell’Ente Locale agli Amministratori di società, disponendo per gli stessi le ipotesi di incompatibilità e decadenza ivi previste, quali cause ostative a rivestire l’incarico di Revisore degli Enti Locali, e il comma 2, elenca le ipotesi di ineleggibilità.

Si precisa/ribadisce poi che per “incompatibilità” si intende l’impedimento che non consente il regolare svolgimento dell’attività di Revisore a causa di un cumulo di funzioni o di situazioni in capo ad uno stesso soggetto, da cui potrebbe derivare un conflitto di interessi ed impone una scelta tra il nuovo ed il precedente ufficio ricoperto, mentre per “ineleggibilità” si intendono le cause impeditive alla nomina e all’esercizio della carica di Revisore negli Enti Locali e se quest’ultima è avvenuta è nulla ed insanabile fin dall’origine. 

Affrontando il caso di specie, viene specificato che, trattandosi di un’ipotesi in cui il Revisore svolge, pur nell’ambito della medesima Circoscrizione territoriale a livello regionale, l’attività di Assessore presso un Ente Locale diverso da quello di eventuale nomina, non appare il configurarsi di una vera e propria causa di incompatibilità in quanto, per consolidata giurisprudenza, le ipotesi di incompatibilità alle cariche presso gli Enti Locali sono tassative e predeterminate dal Legislatore e non possono essere derogate né estese per analogia ad altri casi che non siano quelli espressamente previsti dal Legislatore medesimo.

L’Ente Locale dovrà verificare se ragioni di opportunità dettate dalla ratio delle disposizioni in tema di conflitto d’interessi, possano portare ad una causa di impedimento all’assunzione dell’incarico di Revisore nel caso di specie. 

In generale il Revisore dei conti, al fine di garantire l’autonomia di giudizio e l’indipendenza della sua attività, dovrebbe evitare tutte le ipotesi in cui potrebbe confliggere il ruolo di controllore con quello di Amministratore (controllato) di un Comune facente parte della stessa Regione, così come anche nelle ipotesi in cui rivesta il ruolo, nell’ambito della medesima Circoscrizione territoriale, di Amministratore presso Unione di Comuni, Ato o Consorzi per l’esercizio di servizi pubblici. 

Tale ipotesi pertanto dovrà essere vagliata dal Comune in sede di nomina del Collegio di revisione economico-finanziaria, al fine di ravvisare eventuali situazioni concrete di incompatibilità ed inopportunità della nomina del Revisore, mediante la valutazione delle varie funzioni pubbliche ed attività amministrative svolte dal Comune negli Enti esponenziali o Organismi pubblici controllati, vigilati e/o collegati.

Il Parere conclude ribadendo che le ipotesi di incompatibilità alle cariche presso gli Enti Locali sono tassative e predeterminate dal Legislatore, e che è l’Ente che deve valutare l’eventuale conflitto d’interessi delle varie funzioni pubbliche ed attività amministrative svolte dal Comune negli Enti esponenziali o Organismi pubblici controllati, vigilati e/o collegati in cui il Revisore stesso potrebbe operare.


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