“Nuovo Codice”: gli incentivi per lo svolgimento di funzioni tecniche spettano anche per appalti di servizi e forniture

“Nuovo Codice”: gli incentivi per lo svolgimento di funzioni tecniche spettano anche per appalti di servizi e forniture

Nella Delibera n. 71 del 30 marzo 2017 della Corte dei conti Sicilia, un Sindaco ha chiesto un parere in ordine all’interpretazione dell’art. 113 del Dlgs. n. 50/16, e in particolare, se i previsti incentivi per lo svolgimento di funzioni tecniche possano essere riconosciuti oltre che per gli appalti di lavori anche per quelli di servizi e forniture. In caso di risposta affermativa, con un secondo quesito, il Sindaco ha chiesto alla Corte di esprimersi circa la possibilità di includere o meno tra i suddetti servizi sia quelli relativi all’attività di pianificazione urbanistica che quelli di coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione e/o di esecuzione, laddove svolta da dipendenti dell’Ente.

La Sezione chiarisce che l’interpretazione logico sistematica dell’art. 113, commi 2 e 3, conduce alla conclusione per cui “il termine” lavori a base d’asta utilizzata nel comma 2, sia da intendere in senso atecnico e quindi non soltanto per lavori ma anche per servizi e forniture.

Con riferimento al secondo quesito, la Sezione  rileva che il menzionato art. 113 riconosce l’incentivo “esclusivamente” per le “attività di programmazione della spesa per investimenti, per la verifica preventiva dei progetti, di predisposizione e di controllo delle procedure di bando e di esecuzione dei contratti pubblici, di responsabile unico del procedimento, di direzione dei lavori ovvero direzione dell’esecuzione e di collaudo tecnico amministrativo ovvero di verifica di conformità, di collaudatore statico”. L’avverbio “esclusivamente” esprime con chiarezza l’intenzione del Legislatore di riconoscere il compenso incentivante limitatamente alle attività espressamente previste, ove effettivamente svolte dal dipendente pubblico, sicché l’elencazione contenuta nella norma deve considerarsi tassativa. Sotto questo specifico profilo, ossia quello della individuazione dei limiti entro i quali le attività svolte dai pubblici dipendenti possono ricevere una specifica remunerazione, la disciplina degli incentivi, derogatoria rispetto al principio di onnicomprensività della retribuzione, tra l’altro, è da considerarsi di stretta interpretazione e non suscettibile di estensione analogica.


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