Obbligo di assunzione categorie protette e divieto per le ex Province  

Obbligo di assunzione categorie protette e divieto per le ex Province   

Nella Delibera n. 144 del 9 ottobre 2014, della Corte dei conti Sicilia, un Commissario straordinario del Libero Consorzio comunale in questione chiedeva un parere in ordine all’obbligo di procedere alle assunzioni, con contratto a tempo indeterminato, di lavoratori rientranti nelle categorie protette entro la quota d’obbligo prevista dalla Legge n. 68/99, in vigenza dell’art.16, comma 9, del Dl. n. 95/12, convertito dalla Legge n. 135/12, che impone alle Province il divieto di assunzione a tempo indeterminato nelle more dell’attuazione delle norme di riduzione e razionalizzazione delle stesse, alla luce delle novità ora introdotte dal Dl. n. 90/14, convertito con modificazioni dalla Legge n. 114/14, che pur confermando (art. 3, comma 5) il citato divieto di cui al Dl. n. 95/12, al successivo comma 6 dello stesso art. 3 dispone che “i limiti di cui al presente articolo non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette ai fini della copertura delle quote d’obbligo. La Sezione afferma che le relazioni tra le norme che disciplinano le assunzioni di personale appartenente alle cd. categorie protette e le norme finalizzate al contenimento della spesa pubblica ed al rispetto degli equilibri di bilancio, ancorché non debbano ritenersi incompatibili o inconciliabili, devono, comunque risolversi nel senso della prevalenza delle disposizioni che impongono obblighi assunzionali di soggetti appartenenti alle categorie protette, nei limiti della copertura della c.d. quota d’obbligo, sulle previsioni che pongono limiti e divieti di assunzione, in ragione della singolarità della legislazione relativa alle assunzioni obbligatorie, dettata per la tutela di diritti costituzionalmente rilevanti e resa particolarmente stringente dall’espressa previsione di misure sanzionatorie ex art.15, comma 3, della Legge n. 68/99. Tuttavia l’affermazione di tali principi, non comporta, l’esclusione della considerazione delle norme emanate in attuazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica e del buon andamento sotto il profilo della sana gestione e della tutela degli equilibri di bilancio, con la conseguenza che l’Ente è tenuto ad adottare, anche attraverso una corretta programmazione del fabbisogno di personale, “tutte le misure idonee ad adempiere agli obblighi relativi alle categorie protette nel contemporaneo rispetto dell’ulteriore disciplina pubblicistica sulla spesa di personale. Nella fattispecie in esame, si parla di Libero Consorzio comunale, e quindi vanno anche considerate le disposizioni della legislazione regionale specifica, da osservarsi già in sede di prima applicazione e fino all’approvazione della legge di cui all’art. 2, al fine dichiarato di “razionalizzare l’erogazione dei servizi al cittadino e di conseguire riduzioni dei costi della pubblica amministrazione”.  La considerazione della presenza eventuale di eccezioni ai limiti e alle modalità di assunzione deve, tuttavia, necessariamente tener conto del fatto che la  questione principale riguarda la possibilità di assumere o meno da parte delle ex-Province regionali. Ebbene, l’art. 16, comma 9, del Dl. n.95/12, convertito dalla Legge n. 135/12, pone il seguente precetto: “ Nelle more dell’attuazione delle  disposizioni  di  riduzione e razionalizzazione delle  Province  è  fatto  comunque  divieto  alle stesse di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato”. La ratio di tale divieto è da ricercarsi nella disciplina stessa che prevede il riordino, la razionalizzazione con conseguente riduzione, delle Province, che potrà giungere anche alla loro abolizione stante la presentazione del relativo  disegno di legge costituzionale. La norma che comporta il divieto per le Province di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, non è inquadrabile fra quelle che pongono ordinari limiti di spesa di personale agli Enti Locali, che si ritengono non applicabili in toto alle categorie protette, ma deve, invece, intendersi come limitazione dettata in previsione della razionalizzazione e riduzione di tali Enti Locali. Pertanto, le considerazioni  poste  a fondamento della prevalenza della legislazione che prevede l’assunzione obbligatoria di soggetti appartenenti alle categorie protette sulla legislazione che prevede il divieto di assunzione per limitare la spesa di personale,  non sono da ritenersi estensibili alla norma che vieta alle Province di effettuare assunzioni a tempo indeterminato nelle more del processo di riduzione o razionalizzazione delle medesime. Si tratta, di una disposizione che esula da motivazioni strettamente finanziarie per collocarsi su un piano di razionalità organizzativa in base alla quale, stante la possibile soppressione dell’ente datore di lavoro, il Legislatore ha ritenuto corretto e doveroso cristallizzarne la dotazione delle risorse umane, in vista dell’accennata soppressione; ed ancora che: “in definitiva, la norma, nelle more dell’attuazione delle disposizioni di riduzione e razionalizzazione delle province, mira ad anticipare giuridicamente la stessa condizione di impossibilità di fatto all’assunzione che deriverebbe dall’eventuale estinzione dell’ente”. Dunque la Sezione conclude statuendo che, per le considerazioni suesposte, non è possibile assumere con contratto a tempo indeterminato lavoratori rientranti nelle categorie protette entro la quota d’obbligo di cui alla Legge n. 68/99, alla luce del divieto generale stabilito dalla menzionata norma di cui all’art.16, comma 9, del Dl. n. 95/12, convertito dalla Legge n. 135/12. Le disposizioni di cui all’articolo di legge in questione costituiscono, per espressa volontà legislativa, “principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica, ai sensi degli artt. 117, comma 3, e 119, comma 2, della Costituzione”,e pertanto, sono applicabili anche alla Regione siciliana. L’interpretazione sopra espressa risulta confermata dalla Deliberazione della Sezione delle Autonomie n. 25/13 che, in sede di orientamento ai sensi dell’art. 6, comma 4, del Dl. n. 174/12, convertito con modifiche dalla Legge n. 213/12, ha affermato, con carattere di conformazione per tutte le Sezioni regionali di controllo, i seguenti principi: “Il divieto, posto a carico delle Province, di assumere personale a tempo indeterminato, di cui all’art.16, comma 9, del Dl. 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni nella Legge 7 agosto 2012, n. 135, è tuttora in vigore”. “Tale divieto ricomprende anche le unità di personale aventi diritto al collocamento obbligatorio disposto dalla Legge 12 marzo 1999, n. 68, nel caso in cui l’ente debba assumerle per raggiungere la copertura della quota d’obbligo prevista dalla Legge medesima”.


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