Ordinamento tributario: nuove modalità di comunicazione tra contribuenti e Amministrazione fiscale

Ordinamento tributario: nuove modalità di comunicazione tra contribuenti e Amministrazione fiscale

Con il Provvedimento 13 luglio 2015, Prot. n. 94624, l’Agenzia delle Entrate ha attuato quanto stabilito dalla Legge n. 190/14 (“Legge di stabilità 2015”) la quale, all’art. 1, commi da 634 a 636, dispone che l’Agenzia delle Entrate deve mettere a disposizione del contribuente o del suo intermediario, elementi ed informazioni in suo possesso riferibili allo stesso contribuente il quale, da parte sua, può anch’egli dare eventuali informazioni su fatti e circostanze che lo riguardano di cui l’Agenzia non è a conoscenza.

Il fine è quello di introdurre nuove e più avanzate forme di comunicazione tra il contribuente e l’Amministrazione fiscale per semplificare gli adempimenti, stimolare il pagamento dei tributi e favorire l’emergere di somme ad essi assoggettate.

Con il suddetto Provvedimento, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate mette a disposizione del contribuente e della Guardia di Finanza gli elementi e le informazioni derivanti dal confronto con i dati comunicati dai clienti del contribuente all’Agenzia delle Entrate ai sensi dell’art. 21 del Dl. n. 78/10, da cui risulterebbe che lo stesso abbia omesso in tutto o in parte di dichiarare i ricavi conseguiti.

I dati contenuti nella suddetta comunicazione riguardano:

  1. il codice fiscale, denominazione, cognome e nome del contribuente;
  2. numero identificativo della comunicazione;
  3. Modello di dichiarazione Iva presentata relativa all’anno 2011;
  4. protocollo identificativo e data di invio della dichiarazione di cui al punto c);
  5. somma algebrica dell’ammontare complessivo delle operazioni riportate nei righi “VE24” (“Operazioni imponibili”), “VE31” (“Operazioni non imponibili a seguito di dichiarazione d’intento”), “VE32” (“Altre operazioni non imponibili”), “VE33” (“Operazioni esenti”), “VE34” (“Operazioni con applicazione del ‘reverse charge’”), “VE36” (“Operazioni effettuate nell’anno ma con Imposta esigibile in anni successivi”) e “VE37” (“Operazioni effettuate in anni precedenti ma con Imposta esigibile nel 2011”) della Dichiarazione di cui al punto c);
  6. codici fiscali e nominativi dei contribuenti che hanno comunicato all’Agenzia delle Entrate di aver effettuato acquisti dal contribuente di cui al punto a);
  7. ammontare di acquisti comunicati dai contribuenti soggetti passivi Iva di cui al punto f);
  8. ammontare delle operazioni attive che non risulterebbero riportate nel Modello di dichiarazione di cui al punto c).

L’Agenzia delle Entrate mette inoltre a disposizione del contribuente le informazioni su possibili anomalie presenti nella Dichiarazione dei redditi del contribuente relative alla corretta indicazione dei compensi certificati dai sostituti d’imposta nel Modello “770” – Quadro “Comunicazione dati certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi”, con causale “A” (prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte o professione abituale) ovvero “M” (prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente).

I dati contenuti in tale comunicazione riguardano:

  1. codice fiscale, nome e cognome del contribuente;
  2. numero identificativo della comunicazione;
  3. dati identificativi dei sostituti e dei rispettivi Modelli “770”;
  4. Modello, protocollo identificativo e data di invio della Dichiarazione per il periodo d’imposta 2011, nella quale i compensi risultano parzialmente o totalmente omessi;
  5. ammontare lordo dei compensi, distinti per singolo sostituto, che risultano essere stati percepiti dal contribuente in base a quanto indicato dai committenti nei Modelli “770” – Quadro “Comunicazione dati certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi”, con causale “A” (prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte o professione abituale); somme non soggette a ritenuta; ammontare dei compensi imponibili e ritenute effettuate a titolo di acconto.

Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia dispone, relativamente alle modalità con cui l’Agenzia trasmette i dati di cui sopra, che quest’ultimi vengono comunicati all’indirizzo di Pec attivata dai contribuenti o in mancanza per posta ordinaria.

Il contribuente, una volta venuto a conoscenza, attraverso la comunicazione dei suddetti dati da parte dell’Agenzia delle Entrate, di errori e/o omissioni a suo carico, può rimediare grazie all’istituto del “ravvedimento operoso” ed usufruire della riduzione delle sanzioni. Tale opportunità resta valida anche nel caso in cui siano già iniziati ispezioni o verifiche o che sia già stata constatata una violazione all’interessato. Il “ravvedimento” non è invece applicabile nel caso sia già stato notificato un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o di accertamento.


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