Personale in convenzione: se a tempo indeterminato, la spesa sostenuta non incide sul calcolo di cui all’art. 9 del Dl. n. 78/10

Personale in convenzione: se a tempo indeterminato, la spesa sostenuta non incide sul calcolo di cui all’art. 9 del Dl. n. 78/10

Nella Delibera n. 199 del 5 luglio 2017 della Corte dei conti Lombardia, un Sindaco ha chiesto un parere in merito all’interpretazione dell’art. 9, comma 28, del Dl. n. 78/10, così come convertito nella Legge n. 122/10.

In particolare, il Sindaco del Comune chiede:

1) se sia possibile considerare, per la determinazione del limite di cui all’art. 9, comma 28, del Dl. n. 78/10, anche il personale delle Convenzioni;

2) se il limite di spesa, per le medesime finalità, sia da considerarsi come un limite economico che permetta l’assunzione di personale, anche in aree e servizi diversi da quelli in cui a suo tempo prestava servizio il personale assunto, e non invece come limite operativo, come sostenuto dal Revisore dell’Ente, ovvero che il personale debba svolgere la medesima funzione o servizio per cui fu assunto nell’anno o triennio di riferimento.

Con riferimento al primo quesito, la Sezione chiarisce che se la Convenzione con cui veniva svolto il servizio associato (Servizio “Finanziario”) utilizzava personale a tempo determinato, la spesa sostenuta per il suddetto personale può essere utile per determinare il costo per le assunzioni a tempo determinato (ovviamente, nei limiti della quota che la disciplina della Convenzione pone a carico di ogni singolo Comune).

Se invece il personale in Convenzione è assunto a tempo indeterminato, la spesa sostenuta non può essere utile ai fini del calcolo previsto dall’art. 9, comma 28, del Dl. n. 78/10. La natura del rapporto relativo all’assunzione del personale a tempo determinato non muta per il fatto che il servizio venga svolto in forma singola o associata. In buona sostanza, occorre considerare soltanto se il rapporto di lavoro del dipendente era a tempo determinato o a tempo indeterminato.

Per quanto riguarda il secondo quesito – ossia che cosa debba intendersi per “le stesse finalità istituzionali” – la Sezione afferma che l’espressione usata dal Legislatore non significa “medesimo servizio o funzione” ma si riferisce alla necessità di soddisfare esigenze di natura temporanea ed eccezionali, utilizzando la tipologia dei contratti previsti dalla disposizione in commento e non quindi al medesimo servizio o funzione a suo tempo espletato.

Infine, la Sezione pone in evidenza che la Sezione Autonomie, con Delibera n. 1/17, ha sancito che, “ai fini della determinazione del limite di spesa previsto dall’art. 9, comma 28, del Dl. n. 78/10 e seguenti, l’Ente Locale che non abbia fatto ricorso alle tipologie contrattuali ivi contemplate né nel 2009, né nel triennio 2007-2009, può, con motivato provvedimento, individuare un nuovo parametro di riferimento, costituito dalla spesa strettamente necessaria per far fronte ad un servizio essenziale per l’Ente. Resta fermo il rispetto dei presupposti stabiliti dall’art. 36, commi 2 e seguenti, del Dlgs. n. 165/01 e della normativa, anche contrattuale, ivi richiamata, nonché dei vincoli generali previsti dall’ordinamento”.


Related Articles

Le novità in materia di “Pubblico Impiego” introdotte dalla “Legge di stabilità” e dal “Decreto Precari”

La “Legge di stabilità 2014” ha introdotto, tra l’altro, importanti novità in materia di “Pubblico Impiego” anche con riferimento agli

Spese sostenute dai Gruppi consiliari per lavoro interinale: modalità di contabilizzazione

La Delibera n. 19 del 13 febbraio 2015 della Corte dei conti Abruzzo riguarda le corrette modalità di contabilizzazione dei

Cariche individuali e collegiali dei Comuni: il punto della Corte dei conti Calabria sulla riduzione del 10% degli emolumenti

Nella Delibera n. 31 del 15 febbraio 2018 della Corte dei conti Calabria, vengono chieste delucidazioni rispetto all’applicazione dell’art. 1,