“Piano di riequilibrio”: Sezione Autonomie, “In caso di mancato raggiungimento obiettivi, guardare a situazione globale dell’Ente” 

“Piano di riequilibrio”: Sezione Autonomie, “In caso di mancato raggiungimento obiettivi, guardare a situazione globale dell’Ente” 

Con la Delibera n. 36/SezAut/2016/Qmig, la Sezione delle Autonomie della Corte dei conti si è espressa in merito alla corretta interpretazione dell’art. 243-quater, comma 7, del Tuel.

Oggetto della questione di massima posta dalla Sezione di controllo per la Regione Siciliana è l’esame del “Piano di riequilibrio finanziario pluriennale” e il controllo sulla relativa attuazione da parte della Magistratura contabile.

In particolare, si chiede come ci si debba porre di fronte ad un grave e reiterato mancato rispetto degli obiettivi intermedi del Piano. La Corte Sicilia evidenzia come – attenendosi strettamente al dettato normativo – il potere di attivare la procedura per dichiarare il dissesto “guidato” sembri derivare da un “riscontro meramente contabile, sulla base delle periodiche relazioni redatte dal Collegio dei Revisori mediante valutazione degli scostamenti tra le previsioni originarie contenute nel Piano ed i valori successivamente accertati e riferiti ai singoli impieghi ed alle singole poste”.

La Sezione regionale caldeggia però una interpretazione più flessibile di tale norma, sostenendo che – in merito all’obiettivo finale (il risanamento dell’Ente) – alla Corte dovrebbe esser riconosciuto un “sindacato non limitato a un mero riscontro contabile avulso dalla considerazione della reale situazione economico-finanziaria dell’Ente”. Questo al fine di mettere al primo posto la salvaguardia di quelli che vengono definiti “superiori interessi”, vale a dire: la tenuta degli equilibri di bilancio e il buon andamento e l’ordinaria funzionalità degli Enti Locali.

La Sezione Autonomie sposa questo approccio, affermando che “l’esame dello stato di attuazione dei Piani di riequilibrio non è diretto solamente ad una verifica contabile del conseguimento di ciascun obiettivo finanziario programmato dall’Ente, ma ad analizzare la situazione complessiva con valutazione anche di ogni eventuale elemento sopravvenuto”.

Come ricordato nella Delibera, l’obiettivo primario della procedura di riequilibrio finanziario è l’attuazione di un percorso graduale di risanamento dell’Ente che consenta di superare gli squilibri strutturali di bilancio che potevano condurre allo stato di dissesto. L’eventuale aggravamento del quadro complessivo della situazione finanziaria dell’Ente preclude la realizzazione di tale percorso di risanamento. L’indirizzo rivolto ai Giudici contabili chiamati a valutare lo stato di attuazione dei piani è dunque quello di guardare alla situazione finanziaria in cui versa l’Ente in modo globale, tenendo conto anche del contesto che ha portato al mancato raggiungimento degli obiettivi di medio termine.


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