La cronaca nazionale e internazionale ci ha abituato a vedere l’Italia tra i fanalini di coda delle classifiche che misurano la competitività o la virtuosità della gestione della cosa pubblica. Ma c’è qualche aspetto rispetto al quale invece gli italiani sono piú virtuosi del resto d’Europa? Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ne ha scelti 6 e ha avviato una mini-campagna, denominata #prideandprejudice, volta a riabilitare l’immagine del Paese, costantemente associato a una serie di indicatori negativi come il debito pubblico, la bassa competitività, il deficit nominale di bilancio.
“Tuttavia – si legge in una Nota Mef18 novembre 214 – accanto a questi dati ci sono grandezze economiche utili a rappresentare l’Italia per ciò che è: uno dei Paesi principali del mondo sviluppato, il secondo Paese per produzione manifatturiera in Europa, la terza economia dell’Eurozona.Un Paese che negli ultimi 20 anni ha saputo tenere i propri conti sotto controllo collocandosi tra i più virtuosi in Europa e nel mondo”.
Il primo dato messo in evidenza dal Dicastero (che pubblicherà un nuovo dato per 6 giorni consecutivi) è quello relativo all’avanzo primario, il cui andamento è rappresentato nel grafico qui di seguito, diramato dal Mef.
“L’avanzo primario nei conti pubblici italiani– scrive il Mef – è tra i più alti del mondo e il più stabile negli ultimi 20 anni tra gli Stati Membri dell’Unione Europea. Nel 2013 l’avanzo primario in percentuale del Prodotto interno lordo è il secondo più alto, dietro soltanto alla Germania (per 0,16 punti percentuali) e pari al doppio dell’Austria che si colloca al terzo posto in questa classifica dei Paesi virtuosi”.





