Rapporto Istat sulle Istituzioni pubbliche: le 10.301 Amministrazioni locali italiane occupano 1.369.246 dipendenti

Rapporto Istat sulle Istituzioni pubbliche: le 10.301 Amministrazioni locali italiane occupano 1.369.246 dipendenti

Sono 13.496 le Istituzioni pubbliche attive in Italia. Queste contano 3.457.498 dipendenti (dato medio annuo), oltre metà dei quali (54,4%) operano nelle Amministrazioni dello Stato (incluse nel settore S13).

A dare “i numeri” sulle Unità istituzionali del Settore pubblico derivanti dal Registro Asia-Istituzioni pubbliche, è stato l’Istat, con un Rapporto pubblicato il 26 gennaio 2021, riferito all’anno 2018.

Una delle principali finalità del Registro è quella di costituire il frame di riferimento del Censimento delle Istituzioni pubbliche (Ip), sebbene il suo campo di osservazione sia più ampio. Sono infatti incluse Società e quasi Società appartenenti al Settore delle Amministrazioni pubbliche (Settore “S13” definito nel “Sec2010”) e altre Unità istituzionali attive che vengono escluse dalla rilevazione censuaria perché in fase di liquidazione.

Nelle 10.503 Unità istituzionali Amministrazioni pubbliche (Settore “S13”), si concentrano oltre il 98% dei dipendenti. Le Istituzioni pubbliche extra “S13” sono 2.993 e contano 63.988 dipendenti (media annua).

Questi i Sotto-settori dell’Area P.A., con i relativi numeri:

  1. Amministrazioni centrali (“S1311”) – sono 180 e occupano 1.984.476 dipendenti;
  2. Amministrazioni locali (“S1313” – Regioni, Province autonome, Province, Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Camere di Commercio, altri enti economici locali, Università e Istituti di Istruzione universitaria pubblici, altri Enti assistenziali locali) – sono 10.301 e contano 1.369.246 dipendenti;
  3. Enti previdenziali (“S1314”) – sono 22 e vi lavorano 39.788 dipendenti.

Il numero medio di dipendenti si attesta nel complesso a 256,2, ma ci sono abissali differenze a seconda della tipologia. Si va dai 21,4 dipendenti delle Istituzioni pubbliche non “S13” ai quasi 11.025 dipendenti nelle Amministrazioni centrali.

Tale variabilità – si legge nel rapporto – è spiegata dalla ramificazione territoriale degli Apparati centrali: a un numero contenuto di Unità istituzionali sono legate numerose Unità locali o funzionali dislocate sul territorio. Ciò si verifica, sia per le Amministrazioni centrali, che includono ad esempio Ministeri e Agenzie fiscali nazionali, sia per gli Enti previdenziali, molto presenti con numerose sedi di servizio sull’intero territorio nazionale”.

Le Unità istituzionali del Settore pubblico si concentrano nelle classi dimensionali più basse: il 47,5% ha

meno di 10 dipendenti. Si tratta in prevalenza di piccoli Comuni e di unità non “S13” (Ordini e Collegi professionali provinciali, Automobile Club provinciali, ecc.).

Il 34,2% delle Unità istituzionali complessive si colloca nella classe dimensionale 10-49 dipendenti (soprattutto Comuni di piccola-media dimensione, Unioni di comuni e Camere di Commercio), il 13,2%

in quella 50-249 mentre il 2,8% appartiene alla classe dimensionale tra 250 e 1.000 dipendenti.

Nel complesso, le Istituzioni pubbliche con meno di 1.000 dipendenti rappresentano il 97,7% delle Unità ma occupano solo il 13,8% dei dipendenti del Settore pubblico.

Supera la soglia dei 1.000 dipendenti soltanto il 2,4% delle Istituzioni pubbliche, in cui si concentra l’86,2% dei dipendenti totali del Settore pubblico. In particolare, il 32,2% dei lavoratori dipendenti è occupato in Enti con una dimensione compresa tra i 1.000 e i 25.000 dipendenti, tra cui emergono le Aziende ospedaliere pubbliche, le Aziende ospedaliere e i Policlinici universitari, le Aziende sanitarie locali e 7 Ministeri.

Il 91% delle Istituzioni pubbliche ha forma giuridica di diritto pubblico.


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