Responsabile per la prevenzione della corruzione: suo il potere di dichiarare la nullità di un incarico ritenuto inconferibile

Responsabile per la prevenzione della corruzione: suo il potere di dichiarare la nullità di un incarico ritenuto inconferibile

Nella Sentenza n. 11270 del 14 novembre 2016 del Tar Lazio, un Consorzio ha impugnato la Delibera dell’Anac con la quale è stata accertata l’inconferibilità, ai sensi dell’art. 16 del Dlgs. n. 39/13, dell’incarico di Presidente del Consorzio ad un Avvocato che alla data del conferimento ricopriva la carica di Sindaco di un Comune, e si è ordinato al Responsabile per la prevenzione della corruzione del Consorzio di avviare il procedimento di contestazione della causa di inconferibilità, di dichiarare la nullità della nomina e di irrogare la sanzione di cui all’art. 18 del Dlgs. n. 39/13.

I Giudici laziali affermano che solo al Rpc dell’Ente spetta il compito, ove ne ravvisi i presupposti, di dichiarare la nullità di conferimento dell’incarico e la sussistenza della responsabilità dell’Organo che lo ha conferito. Inoltre, il potere dell’Autorità non può sconfinare oltre l’alveo delle attribuzioni ad essa conferite dalle disposizioni di rango primario e può al più esprimere “il proprio qualificato orientamento al naturale destinatario, invitandolo ad adottare, nel rispetto della propria autonomia organizzativa, le determinazioni a cui era tenuto nel rispetto delle disposizioni di legge in tema di inconferibilità o incompatibilità”.

Dunque, il potere di dichiarare la nullità di un incarico ritenuto inconferibile e di assumere le conseguenti determinazioni appartiene soltanto al Responsabile per la prevenzione della corruzione dell’Ente, e non anche all’Anac.

 


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