Riduzione spesa di personale: non più parametrata sull’anno precedente ma sul triennio

Riduzione spesa di personale: non più parametrata sull’anno precedente ma sul triennio

Nella Delibera n. 239 dell’11 novembre 2014, della Corte dei conti Piemonte, pubblicata in data 1º dicembre 2014 sul sito istituzionale, un Comune formula un quesito in ordine alla corretta interpretazione dell’art. 1, comma 557, della Legge n. 296/06, che imponeva la riduzione della spesa di personale con riferimento a quella sostenuta nell’anno precedente. La Sezione ha osservato che il recente Dl. n. 90/14, convertito dalla Legge n. 114/14, ha aggiunto il comma 557-quater. Dunque, l’obbligo di riduzione della spesa di personale risulta parametrato non più alla spesa dell’anno precedente ma al valore medio del triennio 2011–2013. In relazione a tali parametri, il Comune in questione si interroga in ordine alla possibilità di considerare, ai fini del calcolo del citato valore medio, la spesa figurativa accidentalmente non sostenuta per il dipendente deceduto durante il tempo tecnico necessario alla sua sostituzione (avvenuta solo 5 mesi dopo). Tale possibilità si renderebbe necessaria per non falsare la media di spesa in conseguenza di avvenimenti non dipendenti dalla volontà dell’Ente e non rendere, conseguentemente, oltremodo gravoso il rispetto del parametro di legge. La Sezione ha rilevato che il quesito avanzato dal Comune in questione, in realtà, investe una problematica di più ampio respiro, riguardante tutte quelle situazioni in cui, per ragioni non programmabili, l’Ente vede temporaneamente ridursi la propria spesa di personale che, successivamente, si assesta nuovamente su livelli più alti. Infatti, la Sezione ha affermato che non è possibile far ricorso a finzioni giuridiche per considerare figurativamente esistente una spesa di personale solamente programmata, anche se non effettuata. Il riferimento espresso ad un valore medio triennale, in luogo del precedente parametro di raffronto annuale, avvalora ulteriormente la necessità di prendere in considerazione, ai fini del contenimento delle spese di personale, la spesa effettivamente sostenuta. In questa prospettiva, è da escludere la possibilità di ricorso a conteggi virtuali, che potrebbero alterare l’omogeneità della base di computo negli anni. Nel delineato contesto, le eventuali oscillazioni di spesa tra un’annualità e l’altra, anche se causate da contingenze e da fattori non controllabili dall’Ente, trovano fisiologica compensazione proprio nel valore medio pluriennale e nell’ampliamento della base temporale di riferimento. Infine la seconda questione proposta dal Comune in questione attiene l’individuazione delle sanzioni conseguenti l’inottemperanza al disposto del comma 557 e l’ambito temporale della loro applicazione. Per quanto concerne le sanzioni, la Sezione statuisce che è esplicito il richiamo all’art. 76, comma 4, del Dl. n. 112/08 contenuto nel comma 557-ter. Dunque, in caso di mancato rispetto dell’obbligo di riduzione della spesa di personale l’Ente incorrerà nel divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione continuata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. E’ fatto altresì divieto agli Enti di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della presente disposizione. Trattandosi della conseguenza della violazione di un precetto primario applicabile al 2014 (l’obbligo di riduzione della spesa di personale rispetto al triennio 2011-2013), è evidente che la sanzione non potrà che operare nell’anno successivo quello dell’accertata violazione (dunque nel 2015). Va da sé peraltro che un’eventuale assunzione nel corso del 2014, ove determinasse un esubero della spesa di personale che l’Ente è ampiamente in grado di prevedere, sarebbe in palese contrasto con il comma 557 anzi citato.


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