Riscossione: notifica valida qualora raggiunga il proprio scopo

Riscossione: notifica valida qualora raggiunga il proprio scopo

Nella Sentenza n. 18934 del 24 settembre 2015 della Corte di Cassazione, i Giudici di legittimità affermano che l’art. 60, comma 1, del Dpr. n. 600/73, prevede che la notificazione degli avvisi e degli altri atti che, per legge, devono essere notificati al contribuente sia eseguita secondo le norme stabilite dagli artt. 137 e seguenti del Cpc. con le seguenti modifiche: “c) salvo il caso di consegna dell’atto o dell’avviso in mani proprie, la notificazione deve essere fatta nel domicilio fiscale del destinatario; e) quando nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi è abitazione, ufficio o azienda del contribuente, l’avviso del deposito prescritto dall’art. 140, del Cpc., in busta chiusa e sigillata, si affigge nell’albo del Comune, e la notificazione, ai fini della decorrenza del termine per ricorrere, si ha per eseguita nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione”. Dalla lettura della norma, i Giudici evincono che la disciplina delle notificazioni degli atti tributari si fonda sul criterio del domicilio fiscale che deve essere preventivamente comunicato dal contribuente  all’Ufficio tributario e di informarlo in merito alle eventuali variazioni. Il mancato adempimento del citato onere, sia originario o successivo, legittima l’Ufficio ad eseguire le notifiche all’ultimo domicilio fiscale noto, eventualmente nella forma semplificata di cui all’ art. 60, lett. e), del Dpr. n. 600/73.

La Suprema Corte ha affermato che la predetta disciplina è posta a garanzia dell’Amministrazione finanziaria, la quale non può essere onerata di ricercare il contribuente fuori dal domicilio fiscale ad essa comunicato. L’inosservanza della notificazione presso il domicilio fiscale da parte dell’Amministrazione non comporta, in ogni caso, l’illegittimità del procedimento notificatorio quando venga seguita una procedura più garantista per il contribuente, come, nel caso di specie, quella prevista dall’art. 139, del Cpc, con notificazione presso la residenza del destinatario, mediante consegna al coniuge convivente. In conclusione, la notificazione risulta aver raggiunto il suo scopo, poiché il contribuente ha impugnato l’atto sviluppando difese ulteriori rispetto al profilo della mancata notifica di persona, così rivelando un’idonea conoscenza dell’atto.


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