Ritardo nel pagamento di una somma di denaro spettante al Comune

Ritardo nel pagamento di una somma di denaro spettante al Comune

Nella Sentenza n. 48623 del 29 novembre 2019 della Corte di Cassazione, il responsabile di una Associazione culturale aveva assunto l’incarico di occuparsi del “Servizio di biglietteria”, relativo ad una mostra d’arte, organizzata da un Comune ed affidata in gestione ad una Cooperativa, assumendo a titolo gratuito l’onere di ricevere dalla predetta Cooperativa gli incassi conseguiti per intero, di calcolare e consegnare alla Cooperativa le parti di provvigioni ad essa spettante, e di versare il resto alle casse comunali. Quest’ultimo impegno non era stato adempiuto dal responsabile dell’Associazione culturale in questione, che aveva trattenuto indebitamente la parte di incassi spettante al Comune.

La Suprema Corte rileva che non può essere considerata costitutiva di appropriazione indebita ogni condotta di inadempimento di un’obbligazione che veda, come prestazione o controprestazione, seppure vincolata, la dazione a un terzo di una somma di denaro. Ciò, se non altro, perché l’inadempimento di una mera obbligazione è già sanzionata penalmente dall’art. 641 del Cp. ma esclusivamente nell’ipotesi in cui essa sia stata assunta ab origine con il proposito di eluderla e dissimulando lo stato di insolvenza di denaro. Nel caso di specie, l’indagato aveva inviato al Comune una email dove non ha mai messo in dubbio la titolarità da parte dell’Ente di una quota delle somme ricevute dalla Cooperativa ma ne ha chiesto il dilazionamento, previo primo versamento. Lo stesso quindi, attraverso il suo comportamento, non ha posto in essere il mutamento della relazione giuridica, richiesto dalla fattispecie appropriativa fra sé e il denaro, ma ha unicamente ritardato il versamento della spettanza di pertinenza del Comune. Dunque, i Giudici di legittimità hanno evidenziato che, nel caso di specie, difettava un elemento costitutivo della fattispecie contestata, ossia l’interversio possessionis, atteso che l’indagato, non consegnando il denaro al Comune, non si era comportato come se fosse il proprietario del bene, ma aveva riconosciuto la signoria del bene stesso in capo al creditore.


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