Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso nota – con Decreto 6 maggio 2020, pubblicato sulla G.U. n. 138 del 30 maggio 2020 – la ripartizione di Euro 60 milioni, relativi all’anno 2020, assegnati al “Fondo nazionale per il sostegno per l’accesso alle abitazioni in locazione”.
Le risorse sono state assegnate alle Regioni nelle misure indicate nella Tabella allegata al Decreto, che a loro volta le ripartiranno – con procedura di urgenza – tra i Comuni entro 30 giorni dall’entrata in vigore della Legge 24 aprile 2020, n. 27, di conversione del Dl. 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. “Cura Italia”, vedi Entilocalinews n. 18 del 4 maggio 2020).
Ricordiamo infatti che l’art. 65 del citato Dl. n. 18/2020 ha previsto che, al fine di accelerare l’erogazione delle risorse attribuite per la riduzione del disagio abitativo, il riparto tra le Regioni della disponibilità complessiva assegnata per l’anno 2020 al “Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione” e il riparto dell’annualità 2020 del “Fondo” destinato agli inquilini morosi incolpevoli, venissero effettuati entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge n. 27/2020 di conversione del Dl. “Cura Italia”, adottando gli stessi coefficienti già utilizzati per i riparti relativi all’annualità 2019. La medesima norma ha imposto poi l’attribuzione, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione del Dl. n. 18/2020, da parte delle Regioni, delle risorse assegnate ai Comuni.
Questi ultimi sono chiamati a stilare delle graduatorie tra i soggetti in possesso dei requisiti minimi definiti dal Dm. Lavori pubblici 7 giugno 1999.
Si evidenzia infine che, ferme restando le finalità generali del “Fondo” (art. 11 della Legge n. 431/98), le somme potranno essere destinate al sostegno di iniziative intraprese da Comuni e Regioni anche attraverso la costituzione di Agenzie, Istituti per la locazione o Fondi di garanzia, volti a favorire la mobilità nel Settore della locazione (attraverso il reperimento di alloggi da concedere in locazione a canone concordato) anche a soggetti che non siano più in possesso dei requisiti di accesso all’Edilizia residenziale pubblica.




