Società a controllo pubblico: la definizione in un Orientamento della Struttura di monitoraggio e controllo delle partecipazioni pubbliche

Società a controllo pubblico: la definizione in un Orientamento della Struttura di monitoraggio e controllo delle partecipazioni pubbliche

La Struttura di monitoraggio e controllo delle partecipazioni pubbliche, istituita presso il Mef-Dipartimento del Tesoro, ha diffuso sul proprio sito istituzionale un Orientamento datato 15 febbraio 2018 che ha per oggetto la nozione di “Società a controllo pubblico” di cui all’art. 2, comma 1, lett. m) del Dlgs. n. 175/16 (“Testo unico Società a partecipazione pubblica” – “Tusp”).

Dopo aver richiamato le previsioni di cui alle lett. b) e m) del citato art. 1, comma 2, del “Tusp”, il Mef ha evidenziato che la lettura combinata delle citate lettere induce a ritenere che il Legislatore abbia voluto ampliare le fattispecie del “controllo”, prevedendo che:

  1. a) il controllo di cui all’art. 2359 Cc. possa essere esercitato da più Amministrazioni congiuntamente, anche a prescindere dall’esistenza di un vincolo legale, contrattuale, statutario o parasociale tra le stesse;
  2. b) si realizzi una ulteriore ipotesi di “controllo congiunto”, rispetto a quelle di cui alla precedente lett. a), quando, “in applicazione di norme di legge o statutarie o di patti parasociali, per le decisioni finanziarie e gestionali strategiche relative all’attività sociale è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo” (rientra in tale fattispecie anche il caso dell’influenza interdittiva attribuita alla Pubblica Amministrazione, come nell’ipotesi del Patto parasociale che attribuisce al socio pubblico un potere di veto).

Secondo la Struttura di monitoraggio e controllo delle partecipazioni pubbliche, “sia l’interpretazione letterale che la ratio sottesa alla riforma nonché una interpretazione logico-sistematica delle disposizioni citate, inducono a ritenere che la ‘Pubblica Amministrazione’, quale Ente che esercita il controllo, sia stata intesa dal Legislatore del ‘Tusp’ come soggetto unitario, a prescindere dal fatto che, nelle singole fattispecie, il controllo di cui all’art. 2359, comma 1, numeri 1), 2) e 3), faccia capo ad una singola Amministrazione o a più Amministrazioni cumulativamente”.


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