Sostituti d’imposta: istituiti i codici-tributo per la compensazione delle somme rimborsate ai percipienti e delle eccedenze di versamento

Sostituti d’imposta: istituiti i codici-tributo per la compensazione delle somme rimborsate ai percipienti e delle eccedenze di versamento

L’Agenzia delle Entrate – Direzione centrale Servizi ai contribuenti, con la Risoluzione n. 13/E del 10 febbraio 2015, ha istituito i codici-tributo per consentire ai sostituti d’imposta la compensazione, mediante il Modello “F24”, delle somme rimborsate ed eccedenze di versamento ai sensi dell’art. 15 del Dlgs. n. 175/14 (c.d. “Decreto Semplificazioni”).

Il citato art. 15 del Dlgs. n. 175/14 stabilisce che, “al fine di favorire la trasparenza e semplificare le operazioni poste in essere dai sostituti d’imposta, a decorrere dal 1° gennaio 2015:

  1. a) le somme rimborsate ai percipienti sulla base dei prospetti di liquidazione delle Dichiarazioni dei redditi e dei risultati contabili trasmessi dai Caf e dai Professionisti abilitati sono compensate dai sostituti d’imposta esclusivamente con le modalità di cui all’art. 17 del Dl n. 241/97, nel mese successivo a quello in cui è stato effettuato il rimborso, nei limiti previsti dall’art. 37, comma 4, dello stesso Dl n. 241/97. Dette somme non concorrono alla determinazione del limite di cui all’art. 34, comma 1, della Legge n. 388/00;
  2. b) in deroga a quanto previsto dall’art. 17, comma 1, del Dlgs n. 241/97 le eccedenze di versamento di ritenute e di imposte sostitutive sono scomputate dai successivi versamenti esclusivamente con le modalità di cui all’art. 17 del citato Dlgs n. 241/97. Dette somme non concorrono alla determinazione del limite di cui all’art. 34, comma 1, della Legge n. 388/00 fermo restando quanto previsto dall’art. 1, commi da 2 a 6, del Dpr n. 445/97; (…)”.

Vengono istituiti dunque nuovi codici-tributo e impartite le relative istruzioni, per consentire ai sostituti d’imposta di effettuare, mediante Modello “F24”, le operazioni disciplinate dall’art. 15 del Dlgs. n. 175/14.

Le modalità di recupero e i relativi codici-tributo qui descritti sono adottati anche dai sostituti d’imposta tenuti all’utilizzo del Modello “F24EP”, come delineato dalla Circolare n. 20/01.

Si precisa inoltre che, come chiarito con la Circolare n. 31/14, tali modalità di recupero sono adottate per tutte le compensazioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2015, tranne quelle riferite ad operazioni di competenza dell’anno d’imposta 2014 che continuano ad essere effettuate con le previgenti modalità.

Per consentire la compensazione, mediante il Modello “F24”, delle somme rimborsate ai percipienti i nuovi codici-tributo sono i seguenti:

  • 1631” denominato “Somme a titolo di Imposte erariali rimborsate dal sostituto d’imposta a seguito di assistenza fiscale – art. 15, comma 1, lett. a), Dlgs. n. 175/14”;
  • 3796” denominato “Somme a titolo di Addizionale regionale all’Irpef rimborsate dal sostituto d’imposta a seguito di assistenza fiscale – art. 15, comma 1, lett. a), Dlgs. n. 175/14”;
  • 3797” denominato “Somme a titolo di Addizionale comunale all’Irpef rimborsate dal sostituto d’imposta a seguito di assistenza fiscale – art. 15, comma 1, lett. a), Dlgs. n. 175/14”.

In sede di compilazione del Modello “F24”, saranno così esposti:

  • il codice“1631” nella Sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”;
  • il codice“3796” nella Sezione “Regioni”, contestualmente al codice Regione desumibile dalla “Tabella T0 Codici delle Regioni e delle Province Autonome” pubblicata sul sito internet agenziaentrate.gov.it, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”;
  • il codice “3797” nella Sezione “Imu e altri tributi locali”, indicando nella colonna “Codice ente/codice comune”, il codice catastale identificativo del Comune di riferimento desumibile dalla “Tabella dei Codici Catastali dei Comuni” pubblicata sul sito internet agenziaentrate.gov.it, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”.

Nel campo “anno di riferimento”, per tali codici-tributo, dovrà essere inserito l’anno d’imposta cui si riferiscono le somme rimborsate.

Con l’istituzione dei suddetti nuovi codici-tributo, per consentire la semplificazione degli adempimenti a carico dei sostituti d’imposta, i seguenti codici-tributo non sono più utilizzabili a credito, ed in sede di compilazione del Modello “F24” sono riportati esclusivamente nella colonna “importi a debito versati”:

  • 4731” denominato “Irpef a saldo trattenuta dal sostituto d’imposta”;
  • 3803” denominato “Addizionale regionale all’Irpef trattenuta dal sostituto d’imposta a seguito di assistenza fiscale”;
  • 3846” denominato “Addizionale comunale all’Irpef trattenuta dal sostituto d’imposta – mod. 730 – saldo”.

Si evidenzia che i codici-tributo 4331, 4631, 4931 e 4932, di cui alla Risoluzione n. 92/99, continuano ad essere utilizzati per le fattispecie ivi descritte.

I seguenti, invece, sono i nuovi codici-tributo istituiti per consentire ai sostituti d’imposta di compensare le eccedenze di versamento di ritenute e di imposte sostitutive dai successivi versamenti, nonché le somme restituite in sede di conguaglio di fine anno o per cessazione del rapporto di lavoro:

  • 1627” denominato “Eccedenza di versamenti di ritenute da lavoro dipendente e assimilati – art. 15, comma 1, lett. b) Dlgs. n. 175/14”;
  • 1628” denominato “Eccedenza di versamenti di ritenute da lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi – art. 15, comma 1, lett. b) Dlgs. n. 175/14”;
  • 1629” denominato “Eccedenza di versamenti di ritenute su redditi di capitale e di imposte sostitutive su redditi di capitale e redditi diversi – art. 15, comma 1, lett. b) Dlgs. n. 175/14”;
  • 1669” denominato “Eccedenza di versamenti di addizionale regionale all’Irpef trattenuta dal sostituto d’imposta – art. 15, comma 1, lett. b) Dlgs. n. 175/14”;
  • 1671” denominato “Eccedenza di versamenti di addizionale comunale all’Irpef trattenuta dal sostituto d’imposta – art. 15, comma 1, lett. b) Dlgs. n. 175/14”.

Per quanto riguarda i codici-tributo 1627, 1628 e 1629, in sede di compilazione del Modello “F24”, sono esposti nella Sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”; il codice-tributo 1669 è esposto nella sezione “Regioni”, contestualmente al codice-Regione desumibile dalla “Tabella T0 codici delle Regioni e delle Province autonome” pubblicata sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”; il codice-tributo 1671 è esposto nella Sezione “Imu e altri tributi locali” indicando, nella colonna “Codice ente/codice comune”, il codice catastale identificativo del Comune di riferimento, desumibile dalla “Tabella dei Codici Catastali dei Comuni” pubblicata sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”.

Anche per i suddetti codici-tributo il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento in eccesso, nel formato “AAAA”.

Per effettuare la compensazione del credito per famiglie numerose e per canoni di locazione riconosciuti dagli stessi sostituti, nonché il credito d’imposta per le ritenute Irpef sulle retribuzioni corrisposte dalle imprese che usufruiscono dei benefici di cui all’art. 4, comma 1, del Dl. n. 457/97,  sono stati istituiti i seguenti codici-tributo:

  • 1632” denominato “Credito per famiglie numerose riconosciuto dal sostituto d’imposta di cui all’art. 12, comma 3, del Tuir”;
  • 1633” denominato “Credito per canoni di locazione riconosciuto dal sostituto d’imposta di cui all’art. 16, comma 1-sexies, del Tuir”;
  • 1634” denominato “Credito d’imposta per ritenute Irpef su retribuzioni e compensi al personale di cui all’art. 4, comma 1, Dl n. 457/97”.

I suddetti codici-tributo sono esposti nella Sezione “Erario” del Modello “F24”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, con l’indicazione nel campo “anno di riferimento” dell’anno d’imposta cui si riferisce il credito.

Anche in questo caso, l’istituzione di nuovi codici, limita l’utilizzo a credito dei previgenti codici di seguito elencati:

  • 1102” denominato “Imposta sostitutiva su plusvalenze per cessione a titolo oneroso di partecipazioni da parte degli intermediari”;
  • 1103” denominato “Imposta sostitutiva sui risultati da gestione patrimoniale”;
  • 1680” denominato “ritenute operate sui capitali corrisposti in dipendenza di assicurazione sulla vita”;
  • 1706” denominato “ritenuta sui titoli atipici emessi da soggetti residenti”;
  • 1707” denominato “ritenuta sui titoli atipici emessi da soggetti non residenti”;
  • 1710” denominato “Imposta sostitutiva sui redditi di cui all’art. 41, comma 1, lett. g) quater del Tuir”.
  • 1711” denominato “Imposta sostitutiva sui redditi di cui all’art. 41, comma 1, lett. g) quinquies del Tuir”;
  • 1713” denominato “saldo dell’Imposta sostitutiva sui redditi derivanti dalle rivalutazioni del trattamento di fine rapporto versata dal sostituto d’imposta”;
  • 3802” denominato “addizionale regionale all’Imposta sul reddito delle persone fisiche sostituti d’imposta”.
  • 3848” denominato “addizionale comunale all’Irpef trattenuta dal sostituto d’imposta – saldo”;
  • 8111” denominato “Imposta di bollo speciale di cui all’art. 19, comma 6, Dl. n. 201/11”;
  • 8112” denominato “Imposta straordinaria di cui all’art. 19, comma 12, Dl n. 201/11”.

I codici appena elencati saranno dunque riportati esclusivamente nella colonna “importi a debito versati” del Modello “F24”.

Viene precisato in ultimo che, per i crediti indicati nel “Modello 770” (Semplificato e Ordinario) già esposti in compensazione nel Modello “F24”, continuano ad essere utilizzati gli attuali codici-tributo.


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