Spesa per attività relative allo status di Amministratore locale: l’Ente deve assicurare l’invarianza secondo il criterio della “spesa storica”

Spesa per attività relative allo status di Amministratore locale: l’Ente deve assicurare l’invarianza secondo il criterio della “spesa storica”

Nella Delibera n. 24 del 15 febbraio 2017 della Corte dei conti Lombardia, un Sindaco ha formulato una richiesta di parere avente ad oggetto l’invarianza della spesa per le attività relative allo status di Amministratore locale prevista dall’art. 1, comma 136, della Legge n. 56/14, come novellato dall’art. 19, comma 1, lett. d) del Dl. n. 66/14, convertito in Legge n. 89/14.In particolare, il Sindaco, alla luce degli orientamenti interpretativi enunciati dalla Sezione delle Autonomie con Delibera n. 35/16, chiede se l’indennità di funzione di Vice-Sindaco e Assessore, oltre che del Sindaco, debba essere determinata sulla base della misura prevista dalla Tabella A del Dm. n. 119/00, con la riduzione di cui all’art. 1, comma 54, della Legge n. 266/05. Inoltre, il Sindaco chiede se le indennità di funzione così determinate “possano essere riconosciute anche per il periodo pregresso, dalla data di assunzione dell’incarico, ovvero solo per il periodo successivo alla determinazione delle stesse”.

La Sezione osserva che la Sezione Autonomie nella Delibera n. 35/16 sopracitata si è espressa sull’esatta nozione di “invarianza della relativa spesa”, enunciando i seguenti principi di diritto:

1. con riferimento all’individuazione della normativa applicabile al fine del calcolo dell’invarianza della spesa all’atto dell’entrata in vigore della Legge n. 56/14, la locuzione ‘legislazione vigente’ contenuta nel testo è da intendere riferita alle disposizioni del Dl. n. 138/11 che fissano il numero degli Amministratori, ancorché non materialmente applicate;

  1. il principio di invarianza di spesa di cui all’art. 1, comma 136, della Legge n. 56/14, riguarda soltanto gli oneri connessi all’espletamento delle attività relative allo status di Amministratore locale (tra cui i gettoni di presenza dei Consiglieri degli Enti Locali) che vanno determinati secondo il criterio della spesa storica;
  2. non sono oggetto di rideterminazione gli oneri relativi ai permessi retribuiti, agli oneri previdenziali, assistenziali ed assicurativi di cui agli artt. 80 e 86 del Tuel, il cui computo è escluso dalla stessa norma;
  3. non è oggetto di rideterminazione l’indennità di funzione relativa all’esercizio dello status di Amministratore, che spetta nella misura prevista dalla Tabella A del Dm. n. 119/00, con la riduzione di cui all’art. 1, comma 54, della Legge n. 266/05”.

Da tali principi di diritto la Sezione non intende discostarsi. Dunque, alla luce della richiamata Deliberazione, l’Ente dovrà assicurare l’invarianza secondo il criterio della “spesa storica” in relazione alle sole spese ascrivibili tra gli oneri connessi all’espletamento delle attività relative allo status di Amministratore locale (con esclusione di quelli relativi ai permessi retribuiti, agli oneri previdenziali, assistenziali ed assicurativi). L’Ente potrà determinare l’indennità di funzione degli Amministratori nella misura astrattamente prevista dalla norme vigenti, che spetta nella misura prevista dalla Tabella A del Dm.n. 119/00, con la riduzione di cui all’art. 1, comma 54, della Legge n. 266/05, a decorrere dalla data di effettiva assunzione dell’incarico.


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