Spese di rappresentanza: i vincoli posti dal Legislatore non possono essere derogati neanche in caso di servizi ritenuti utili per la collettività

Spese di rappresentanza: i vincoli posti dal Legislatore non possono essere derogati neanche in caso di servizi ritenuti utili per la collettività

Nella Delibera n. 72 del 29 novembre 2017 della Corte dei conti Basilicata, un Comune ha chiesto un parere in ordine al sistema di vincoli posti dalla legislazione statale vigente alla spesa da destinare alla copertura finanziaria di decisioni relative a incarichi di missione e/o a spese di rappresentanza. La Sezione chiarisce che, in mancanza di espresse deroghe legislative (o di una corretta ragionata della normativa richiamata), non è possibile in alcun modo introdurre in via esegetica eccezioni al rispetto dei vincoli così come previsti dal Legislatore, pur a fronte dell’invocata necessità di assicurare servizi ritenuti utili per la collettività, e pur essendo questi rientranti tra i compiti ineludibili dell’Amministrazione comunale. Inoltre, pur in assenza di specifiche disposizioni legislative che fissino i parametri e i presupposti di legittimità delle spese di rappresentanza del settore pubblico (cessata solo nel 2012), la giurisprudenza consolidata ne ha chiarito i relativi connotati. Tali spese sono costituite dagli oneri finanziari sostenuti per mantenere o accrescere il prestigio dell’Ente all’esterno, in ambiti direttamente attinenti ai propri fini istituzionali. Esse ricomprendono gli oneri finanziari relativi alle varie forme di ospitalità, di manifestazione di ossequio e di considerazione che l’ente realizza a tale scopo, attraverso i propri rappresentanti, nei confronti di organi e soggetti estranei, anch’essi dotati di rappresentatività. Quindi, è da ritenere correttamente svolta una attività di rappresentanza che abbia quali destinatari i rappresentanti di Organismi europei o internazionali in ragione dell’eccezionalità dei rapporti che essi sono chiamati ad intrattenere con l’Ente. A maggior ragione esse non possono che essere qualificate tali se ci si ritrova in situazioni di ospitalità da promuovere o da ricambiare presso Paesi esteri e, soprattutto, se tali eventi siano stati preventivamente comunicati alle competenti Autorità nazionali (Ambasciata; Consolato) operanti presso lo Stato estero; Autorità nazionali che, a legislazione vigente, possono essere solo richieste di assistenza linguistica sotto il profilo della sola ricerca delle professionalità necessarie a fluidificare gli incontri, rimanendo la spesa a carico del richiedente.


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