Tari: chiarimenti dal Mef sulla corretta modalità di calcolo della parte variabile

Tari: chiarimenti dal Mef sulla corretta modalità di calcolo della parte variabile

Con la Circolare n. 1/DF del 20 novembre 2017 il Mef fornisce chiarimenti in ordine al calcolo della parte variabile della Tari relativa alle utenze domestiche e alle modalità di rimborso di somme indebitamente pagate dai contribuenti, a seguito dell’Interrogazione n. 5-10764 presentata alla VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati.

La Circolare in prima istanza ricorda che, ai sensi dell’art. 1, comma 651, della Legge n. 147/13 (“Legge di stabilità 2014”) “il Comune nella commisurazione della tariffa tiene conto dei criteri determinati con il Regolamento di cui al Dpr. n. 158/99”. Il citato Dpr. dispone inoltre che la tariffa è composta da una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del Servizio, e da una parte variabile, commisurata alla quantità di rifiuti conferiti. La parte fissa, secondo il disposto del punto 4.1, dell’Allegato n. 1, al Dpr. n. 158/99, viene determinata in base alla superficie dei locali ed è parametrata anche alla numerosità del nucleo, mentre la parte variabile è rapportata alla quantità di rifiuti prodotti, ed è determinata in base alla sola numerosità del nucleo familiare; tuttavia in caso di impossibilità di misurazione della quantità, l’art. 5, comma 4, del menzionato Dpr. n. 158/99, consente l’applicazione di un coefficiente di adattamento di cui al punto 4.2, dell’Allegato n. 1.

Richiamando l’art. 16, del Prototipo di Regolamento Tares, applicabile anche alla Tari, la Circolare ricorda come la quota fissa della tariffa per le utenze domestiche viene determinata applicando alla superficie dell’alloggio e dei locali che ne costituiscono pertinenza le tariffe per unità di superficie parametrate al numero di occupanti.

Invero, la quota fissa di ciascuna utenza domestica deve essere conteggiata moltiplicando la superficie dell’immobile sommata a quella delle relative pertinenze per la tariffa unitaria corrispondente al numero degli occupanti, mentre la quota variabile è costituita da un importo rapportato al numero degli occupanti e va sommato alla parte fissa.

Con riferimento alle pertinenze dell’abitazione, la quota variabile va computata una sola volta in relazione alla superficie totale dell’utenza.

Il Mef ha precisato che diverse modalità di calcolo non trovano alcun supporto normativo, in quanto porterebbero a sommare la quota variabile per ogni pertinenza, moltiplicando il numero degli occupanti e accrescendo l’importo della Tari.

Al fine di chiarire il percorso logico sopra riportato, il Ministero ha fornito un esempio pratico, comparando le 2 modalità di tassazione adottate da Comuni con riferimento a 2 nuclei familiari tipo, il primo possedente un’abitazione di 100 mq. e il secondo un’abitazione di 80 mq. e una pertinenza di 20 mq..

Considerando la parte variabile sia con riferimento all’abitazione che alla pertinenza, a parità di componenti e di superficie, l’importo della Tari per il secondo nucleo risulta molto più elevato rispetto al primo a causa del doppio conteggio della parte variabile.

Il Ministero, al fine di fugare ogni dubbio applicativo, ha esplicitato la corretta modalità di calcolo dell’importo da pagare per il secondo nucleo familiare avente abitazione e pertinenza.

Il Ministero ha precisato che, qualora il contribuente riscontri un erroneo conteggio della quota variabile, può richiedere il rimborso dell’ammontare non dovuto a partire dall’anno di istituzione della Tari, ovverosia dal 2014. Non è possibile richiedere il rimborso per gli anni in cui era in vigore la Tarsu. Tale impossibilità vale anche per i Comuni in cui viene applicata la tariffa puntuale.

L’istanza di rimborso deve essere richiesta entro 5 anni dal giorno del versamento e deve contenere i dati identificativi del contribuente, della pertinenza erroneamente computata nel calcolo, e l’importo versato.

Infine, i Comuni che hanno adottato errate modalità di calcolo sono stati invitati dal Mef ad adeguare i propri Regolamenti tenuto conto dei chiarimenti espressi nella Circolare in commento.


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