Tarsu: riduzione della tariffa in caso di mancata erogazione del Servizio

Tarsu: riduzione della tariffa in caso di mancata erogazione del Servizio

Nell’Ordinanza n. 22767 del 12 settembre 2019 della Corte di Cassazione, viene accolto il ricorso contro una cartella di pagamento riguardante la Tarsu per l’anno d’imposta 2010.

In prima istanza, la Suprema Corte osserva che l’art. 59, comma 4, del Dlgs. n. 507/1993, stabilisce che “se il ‘Servizio di raccolta’, sebbene istituito e attivato, non si è svolto nella zona di residenza o di dimora nell’immobile a disposizione ovvero di esercizio dell’attività dell’utente o è effettuato in grave violazione delle prescrizioni del Regolamento di cui al comma 1, relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta, da stabilire in modo che l’utente possa usufruire agevolmente del servizio di raccolta, il tributo è dovuto nella misura ridotta di cui al secondo periodo del comma 2” (cioè in misura non superiore al 40% della tariffa). Poi, il comma 6 della medesima disposizione prescrive che “l’interruzione temporanea del ‘Servizio di raccolta’ per motivi sindacali o, per imprevedibili impedimenti organizzativi non comporta esonero o riduzione del tributo. Qualora tuttavia il mancato svolgimento del servizio si protragga, determinando una situazione riconosciuta dalla competente autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente secondo le norme e le prescrizioni sanitarie nazionali, l’utente può provvedere a proprie spese con diritto allo sgravio o restituzione, in base a domanda documentata, di una quota della tassa corrispondente al periodo di interruzione, fermo restando il disposto del comma 4”.

Pertanto, in base a quanto sopra, i Giudici di legittimità chiariscono che il presupposto della riduzione della Tarsu ai sensi dell’art. 59, comma 4 del Dlgs. n. 507/1993, non richiede che il grave e non temporaneo disservizio sia imputabile a responsabilità dell’Amministrazione comunale o comunque a causa che, rientrando nella sua sfera di controllo ed organizzazione, sia da questa prevedibile o prevenibile. Tale presupposto si identifica invece nel fatto obiettivo che il “Servizio di raccolta”, istituito ed attivato non sia svolto nella zona di residenza o di dimora nell’immobile a disposizione o di esercizio dell’attività dell’utente. Ovvero, vi sia svolto in grave violazione delle prescrizioni del Regolamento del “Servizio di nettezza urbana”, relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta, in modo che l’utente possa usufruire agevolmente del servizio stesso.

Dunque, deve essere disapplicato, per contrasto con la disciplina primaria di cui al Dlgs. n. 507/1993, il Regolamento comunale che escluda o limiti il diritto alla riduzione Tarsu, subordinandone il riconoscimento ad elementi, quale quello della responsabilità dell’Amministrazione comunale ovvero della prevedibilità o prevenibilità delle cause del disservizio. In sostanza, il presupposto della tariffa sta nella concreta erogazione del Servizio.


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