Trasparenza amministrativa: il Provvedimento con le disposizioni sull’accesso civico ai documenti dell’Agenzia delle Entrate

Trasparenza amministrativa: il Provvedimento con le disposizioni sull’accesso civico ai documenti dell’Agenzia delle Entrate

Con il Provvedimento Prot. n. 280693/2020 del 4 agosto 2020, l’Agenzia delle Entrate ha diffuso le “Disposizioni in materia di accesso documentale, accesso civico semplice e accesso civico generalizzato”.

Il Provvedimento disciplina i criteri e le modalità per l’esercizio, presso l’Agenzia, dei seguenti diritti:

a) accesso documentale;

b) accesso civico semplice;

c) accesso civico generalizzato,

conformemente a quanto disposto dagli artt. 5 e 5-bis del Dlgs. n. 33/2013 (Decreto “Trasparenza”)

Legittimati all’esercizio del diritto di accesso sono tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente rilevante e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso.

L’accesso è altresì consentito alle Pubbliche Amministrazioni e, più in generale, ai soggetti pubblici interessati all’acquisizione di documenti amministrativi necessari allo svolgimento delle funzioni istituzionali ad essi attribuite.

La richiesta di accesso è presentata alla Struttura dell’Agenzia che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente. I documenti amministrativi sono sottratti al diritto di accesso nelle ipotesi previste dall’art. 24 della Legge n. 241/1990 e relative disposizioni di attuazione.

L’accesso civico semplice è il diritto di richiedere documenti, informazioni e dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente, qualora la stessa non sia stata rinvenuta sul sito internet dell’Agenzia.

L’accesso civico generalizzato è riconosciuto allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico e attribuisce a chiunque il diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dall’Agenzia.

L’Agenzia può rifiutare l’accesso se il diniego è necessario per evitare un pregiudizio concreto alla tutela di uno degli interessi pubblici e privati, di cui all’art. 5-bis, commi 1 e 2, del Dlgs. n. 33/2013.


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