Vertice Comuni-Governo: verso lo stanziamento di ulteriori 3 miliardi di Euro in favore degli Enti Locali per garantire i servizi essenziali

Vertice Comuni-Governo: verso lo stanziamento di ulteriori 3 miliardi di Euro in favore degli Enti Locali per garantire i servizi essenziali

Lo stanziamento di ulteriori 3 miliardi di Euro per far fronte ai servizi essenziali destinati ai cittadini e scongiurare così quella paralisi il cui rischio era stato paventato nei giorni scorsi attraverso una lettera sottoscritta dai Sindaci delle Città metropolitane e indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Questo l’esito del vertice Comuni-Esecutivo tenutosi nel pomeriggio di ieri.

Antonio Decaro, Sindaco di Bari e Presidente Anci, attraverso un Comunicato pubblicato sul sito istituzionale dell’Associazione al termine del “video-confronto” con l’Esecutivo, ha espresso una cauta soddisfazione per il risultato ottenuto: “Ci aspettiamo che all’impegno personale del Presidente del Consiglio, che apprezziamo, seguano i fatti: al più presto il Ministero delle Finanze individui norme e risorse per metterci a disposizione i 3 miliardi indispensabili a far fronte ai servizi essenziali per i cittadini”.

Sempre nella giornata di ieri c’era stata una Audizione informale Anci presso le Commissioni Bilancio riunite della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica che aveva per oggetto il Disegno di legge di conversione del Dl. n. 34/3030 (c.d. “Decreto Rilancio”).

Anche in quella sede, dunque, erano state portate all’attenzione degli interlocutori le principali istanze degli Enti Locali: riconoscimento del ruolo dei Sindaci nell’attuazione di politiche per la ripresa attraverso l’assegnazione diretta di fondi per Cultura, Turismo, Mobilità e Welfare; assegnazione di ulteriori 3 miliardi di Euro per chiudere i bilanci compensando le minori entrate di questi mesi; flessibilizzazione delle regole relative ai vincoli finanziari, norme straordinarie per la gestione degli squilibri di bilancio per il 2020; sospensione dei Piani di rientro per tutti i Comuni per il 2020 e dei procedimenti riguardanti la verifica dei “Piani di riequilibrio pluriennali”; regole semplificate e poteri commissariali per la realizzazione di alcune opere  prioritarie e urgenti.

Secondo le stime dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani, i 3 miliardi destinati dal Governo al “Fondo per le funzioni fondamentali degli Enti Locali”, istituito dal “Decreto Rilancio”, non coprono neanche la metà del reale fabbisogno necessario agli Enti per garantire la prosecuzione dei propri servizi. Le minori entrate saranno infatti nell’ordine degli 8 miliardi di Euro.

Vediamo nello specifico da cosa deriverebbe questa discrepanza, riprendendo alcuni passaggi dell’Audizione:

– il “Fondo generale” è nettamente sottodimensionato, non solo rispetto alle aspettative degli Amministratori, ma anche in relazione alla più moderata richiesta Anci di 5 miliardi di Euro. La richiesta dell’Anci è di un incremento del “Fondo” di 2,5 miliardi (2 miliardi ai Comuni e 500 milioni alle Città metropolitane e alle Province);

– il “Fondo” per il ristoro della riduzione Imu destinata agli Alberghi e ad una grande platea di altre Strutture recettive (- 50% per il 2020) appare seriamente sottostimato: Anci ritiene che la quota da assegnare ai Comuni coinvolti debba essere almeno raddoppiata, passando da 75 milioni a circa 150 milioni di Euro;

– il “Fondo” relativo all’Imposta di soggiorno copre appena un sesto del gettito 2019 e, ad avviso dell’Anci, l’importo deve essere portato da 100 a 400 milioni di Euro;

– il “Fondo” per l’occupazione di suolo dei pubblici esercizidella perdita di gettito attualmente, che appare quantificato nel complesso correttamente, deve essere attentamente monitorato in fase di riparto. Appare inoltre opportuno chiarire in modo esplicito che le maggiori occupazioni dei pubblici esercizi sono escluse dall’applicazione del prelievo (con particolare riguardo alla Tosap, che, in quanto Tributo, soggiace al divieto di esenzione da parte dell’Ente Locale, salvo casi espressamente indicati dalla legge);

– deve essere ulteriormente sostenuto il Trasporto pubblico locale di competenza degli Enti Locali, con uno stanziamento aggiuntivo di almeno 300 milioni di Euro (rispetto ai 500 attualmente previsti);

– va introdotto un intervento sulla Tari, sia in termini di risorse dedicate, sia per l’esigenza di uno schema ragionevole e uniforme di agevolazione nazionale, anche al fine di colmare l’assoluta insufficienza dello schema recentemente indicato da Arera (Del. n. 158). Un’agevolazione robusta, puntata su 3 mesi di difficoltà per le Aziende sottoposte a lockdown, evitando distinzioni astruse tra “quota variabile” e “quota fissa” della tariffa, nonché estesa alle famiglie in maggiore difficoltà, può essere valutata intorno a 1,5 miliardi di Euro, di cui almeno 400 milioni da stanziare quale canale separato di ristoro in relazione alla citata disposizione dell’Arera. Anci ritiene in proposito quanto mai inopportuno che il costo delle agevolazioni indicate da Arera possa essere accollato alle famiglie e alle Aziende non direttamente colpite dal lockdown.


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