Nella Sentenza n. 24541 del 4 novembre 2020 della Corte di Cassazione, la Suprema Corte rileva che in tema d’Ici, è legittimo l’avviso di accertamento emanato sulla base di un Regolamento comunale che, in forza degli artt. 52 e 59 del Dlgs. n. 446/1997, e 48 del Dlgs. n. 267/2000, abbia indicato periodicamente i valori delle aree edificabili per zone omogenee con riferimento al valore venale in comune commercio, trattandosi di atto che ha il fine di delimitare il potere di accertamento del Comune qualora l’imposta sia versata sulla base di un valore non inferiore a quello predeterminato e, pur non avendo natura imperativa, integra una fonte di presunzioni idonea a costituire, anche con portata retroattiva, un indice di valutazione per l’Amministrazione ed il Giudice, con funzione analoga agli studi di settore. Peraltro, i Giudici di legittimità chiariscono che ai sensi dell’art. 384, comma 1, del Cpc., può essere affermato che in tema d’Ici per la determinazione del valore venale in comune commercio delle aree fabbricabili deve considerarsi, in relazione ai parametri stabiliti, dall’art. 5, comma 5, del Dlgs. n. 504/1992, anche la incidenza dei vincoli idrogeologici che gravano sull’immobile.






