Appalto integrato: termine minimo di durata del contratto

Consiglio di Stato, Sentenza n. 7465 del 23 settembre 2025

Nella fattispecie in esame, i Giudici hanno deciso su una gara per un appalto integrato di consistente valore che comprendeva progettazione ed esecuzione dei lavori.

Il Tar aveva annullato l’aggiudicazione, ritenendo che l’offerta prevedesse un tempo inferiore al minimo di 500 giorni fissato dal disciplinare. In appello è stato chiarito che il termine minimo va riferito all’intero appalto integrato e non alla sola fase esecutiva. L’offerta rispettava quindi la soglia stabilita ed era valida.

I Giudici hanno richiamato gli artt. 17.2 e 18.3 del Disciplinare, l’art. 44 del Dlgs. n. 36/2023 che definisce l’appalto integrato come contratto unico comprensivo di progettazione e lavori, e i criteri di interpretazione degli atti previsti dagli artt. 1362 e 1363 del Cc. che impongono una lettura sistematica e non parziale della lex specialis. È stato inoltre chiarito che il subappalto qualificante, previsto dagli artt. 42 e 44 del Dlgs. n. 36/2023, è valido se dichiarato come necessario a colmare carenze di qualificazione; che non vi sono state dichiarazioni mendaci sull’esperienza tecnica, e che l’indicazione del Ccnl., richiesta dall’art. 11 del Dlgs. n. 36/2023, può essere integrata tramite “soccorso istruttorio”.

In conclusione, i Giudici hanno confermato la legittimità dell’aggiudicazione e respinto le contestazioni. La Sentenza in sostanza chiarisce che negli appalti integrati il termine minimo di durata riguarda l’intero contratto, che il subappalto necessario è sufficiente se dichiarato, e che le regole di gara devono essere interpretate in coerenza con la normativa sugli appalti pubblici e con i Principi di affidamento e parità di trattamento.

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