Amministratori con lavoro autonomo: la Corte toscana torna sul tema del versamento degli oneri previdenziali da parte dei Comuni

Nella Delibera n. 237 del 12 novembre 2014 della Corte dei conti Toscana, un Sindaco ha chiesto, un parere sui presupposti dell’obbligo, gravante in capo all’Ente Locale ai sensi dell’art. 86, comma 2, del Tuel, di provvedere al versamento forfettario degli oneri previdenziali, assistenziali ed assicurativi in favore degli Amministratori locali che non siano lavoratori dipendenti.

Più precisamente, la richiesta ha ad oggetto i seguenti punti:

  1. a) se l’obbligo a carico dell’Ente Locale sia subordinato alla rinuncia dell’Amministratore all’attività lavorativa per il periodo del mandato;
  2. b) se, nell’affermativa, la rinuncia possa riferirsi anche ad un periodo di tempo inferiore all’intera durata del mandato;
  3. c) con quali modalità debba essere resa tale rinuncia.

La Sezione ritiene che deve essere garantito un sostegno (attraverso la conservazione delle prerogative assistenziali e previdenziali) a favore dell’Amministratore locale, sia esso lavoratore dipendente o autonomo, che scelga di dedicare interamente il proprio tempo e le proprie energie all’adempimento del mandato amministrativo, rinunciando conseguentemente al corrispettivo economico spettante per le proprie prestazioni lavorative. Presupposto imprescindibile per ottenere il beneficio in parola è dunque l’esclusività dell’incarico di Amministratore, che risulta assicurata per i lavoratori dipendenti dal ricorso all’istituto dell’aspettativa non retribuita e per i lavoratori autonomi da apposita dichiarazione di rinuncia all’attività professionale. La Sezione osserva anche che se si giungesse a diversa conclusione, quella cioè di ritenere che l’Ente Locale debba corrispondere in ogni caso gli oneri contributivi, anche quando l’amministratore continui ad esercitare la propria arte o professione, si determinerebbe di fatto “uno sgravio netto a favore del lavoratore non dipendente che accede alla carica di Amministratore locale’, ed un corrispondente aggravio del bilancio comunale ‘senza alcuna corrispettiva dedizione del tempo lavorativo’”, da parte del lavoratore autonomo, ai soli compiti di Amministratore locale. Si finirebbe altresì per consentire l’alterazione delle condizioni di mercato, dal momento che il lavoratore autonomo, non gravato dagli oneri contributivi, avrebbe margini di ricavo più ampi rispetto alla concorrenza. Quanto al secondo quesito, la Sezione non rinviene nel testo alcuna disposizione che vincoli la scelta di rinunciare all’attività lavorativa all’intera durata del mandato. In relazione al terzo quesito, la Sezione ritiene che sia onere del lavoratore autonomo che intenda richiedere all’Ente il versamento della contribuzione forfettaria di comprovare la circostanza che giustifica l’applicazione dell’art. 86, comma 2, attraverso documentazione idonea ad attestare in concreto il requisito dell’esclusività in costanza di mandato. Con la medesima forma potrà anche procedersi alla revoca della predetta opzione di esclusività.


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