Appalti: collegamento a Imprese colpite da informativa interdittiva non basta a presumere fenomeni di ingerenza mafiosa

Appalti: collegamento a Imprese colpite da informativa interdittiva non basta a presumere fenomeni di ingerenza mafiosa

Nella Sentenza n. 11249 del 15 settembre 2015 del Tar Lazio, i Giudici osservano che la prescrizione di cui all’art. 85 del Dlgs. n. 159/11 è indirizzata essenzialmente a garantire l’affidabilità del Consorzio, tanto che è possibile operare la sterilizzazione dell’efficacia interdittiva riguardante imprese consorziate mediante l’estromissione o la sostituzione di quest’ultime, con chiaro effetto liberatorio nei confronti delle altre imprese riunite. I Giudici hanno ricordato la natura delle informative interdittive: tipiche misure cautelari di Polizia che svolgono un delicato ruolo di salvaguardia nella prevenzione di pericoli di inquinamento mafioso “tanto che viene colpito, col divieto di intrattenere rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione, il mero tentativo di infiltrazione nella gestione dell’impresa”.

Tenuto conto delle considerazioni sopra esposte, viene evidenziato che la possibilità di un tentativo di infiltrazione a cascata, da intendere nel senso di presunzione assoluta di fenomeni di ingerenza mafiosa nei riguardi di imprese terze soltanto perché in qualche modo associate a differenti imprese, colpite dall’interdittiva, si profila inaccettabile perché renderebbe anticipata, sino ad apparire gravemente lesiva della libertà d’impresa, la prevenzione del fenomeno mafioso che le interdittive prefettizie attuano in via cautelare, mediante una valutazione che è già indiziaria e meramente probabilistica. Ciò trova conferma nel disposto dell’art. 37 del Dlgs. n. 163/06, il quale, ai commi 18 e 19, stabilisce che, nei casi previsti dalla normativa antimafia, “la stazione appaltante può proseguire il rapporto di appalto con altro operatore economico che sia costituito mandatario”, riservando all’Amministrazione il potere di recedere nel caso in cui “l’operatore economico subentrante non abbia i necessari requisiti di qualificazione per portare a compimento il rapporto”.

Sentenza n. 11249 del 15 settembre 2015 – Tar Lazio


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