Appalti: per la Corte Ue è legittima la decisione di non procedere all’aggiudicazione definitiva al solo concorrente rimasto in gara

Appalti: per la Corte Ue è legittima la decisione di non procedere all’aggiudicazione definitiva al solo concorrente rimasto in gara

Nella Sentenza n. C-440/13 dell’11 dicembre 2014, della Corte di Giustizia Europea, i Giudici si esprimono sulla conformità al diritto comunitario della decisione di un’Amministrazione aggiudicatrice di non procedere all’aggiudicazione definitiva dell’appalto e di revocare la procedura di gara. La Corte di Giustizia europea osserva che gli artt. 41, 43 e 45 della Direttiva 2004/18/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, devono essere interpretati nel senso che, qualora i presupposti per l’applicazione delle cause di esclusione previste dal medesimo art. 45 non siano soddisfatti, detto articolo non osta a che l’Amministrazione aggiudicatrice decida di rinunciare ad aggiudicare un appalto pubblico per il quale si sia tenuta una gara e di non procedere all’aggiudicazione definitiva di tale appalto al solo concorrente che sia rimasto in gara e sia stato dichiarato aggiudicatario in via provvisoria. Inoltre il diritto dell’Unione in materia di appalti pubblici e, in particolare, l’art. 1, comma 3, della Direttiva 89/665/Cee del Consiglio, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all’applicazione delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture e di lavori, come modificata dalla Direttiva 2007/66/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio, devono essere interpretati nel senso che il controllo previsto da tale disposizione costituisce un controllo di legittimità delle decisioni adottate dalle Amministrazioni aggiudicatrici, volto a garantire il rispetto delle norme pertinenti del diritto dell’Unione oppure delle disposizioni nazionali che recepiscono dette norme, senza che tale controllo possa essere limitato al solo carattere arbitrario delle decisioni dell’Amministrazione aggiudicatrice. Tuttavia, ciò non esclude la facoltà, per il Legislatore nazionale, di attribuire ai Giudici nazionali competenti il potere di esercitare un controllo in materia di opportunità.


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