Capacità assunzionale Enti Locali

Capacità assunzionale Enti Locali

Nella Delibera n. 320 del 7 novembre 2019 della Corte dei conti Veneto, un Sindaco, premesso che la disposizione, di cui all’art. 1, commi 360-367, della Legge n. 145/2018, prevede che le graduatorie dei concorsi siano utilizzate “esclusivamente” per la copertura dei posti messi a concorso, chiede se tale disposizione consenta, fino al 31 dicembre 2021, di procedere a nuove assunzioni, nel limite massimo del 80% delle facoltà assunzionali, tramite lo scorrimento di graduatorie riconducibili a concorsi banditi successivamente alla sua entrata in vigore, cioè dopo il 7 luglio 2019.

La Sezione rileva che, sulla base dell’assetto normativo alla data della Pronuncia in questione per il 2019 e nelle more dell’emanazione del Decreto ministeriale attuativo dell’art. 33 del Dl. n. 34/2019, la capacità assunzionale dell’Ente Locale andrà definita in coordinamento con:

– la Legge n. 145/2018, la quale non è intervenuta sulle precedenti disposizioni, derivandone pertanto l’utilizzabilità del 100% della spesa del personale cessato nel 2018;

– le cessazioni che intervengano ai sensi degli artt. 14-bis e 14-ter del Dl. n. 4/2019 convertito in Legge n. 26/2019 (“Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”);

– l’utilizzabilità dei resti assunzionali come evidenziato nella lettura interpretativa resa dalla Sezione Autonomie nella Delibera n. 17/2019: “i valori economici delle capacità assunzionali 2019-2021 per il personale dirigenziale e non dirigenziale riferiti alle cessazioni dell’anno precedente, ai sensi dell’art. 3, comma 5, del Dl. n. 90/2014, possono essere cumulati fra loro al fine di determinare un unico budget complessivo utilizzabile indistintamente per assunzioni riferite ad entrambe le tipologie di personale, dirigenziale e non, in linea con la programmazione dei fabbisogni di personale, ai sensi dell’art. 6 del Dlgs. n. 165/2001, e nel rispetto dei vincoli finanziari previsti dalla legislazione vigente. Tale principio vale anche ai fini dell’utilizzo dei cd. ‘resti assunzionali’, per i quali si fa presente che, alla luce delle recenti novità legislative di cui all’art. 14-bis, comma 1, lett. a) del Dl. n. 4/2019, il riferimento “al quinquennio precedente” è da intendersi in senso dinamico, con scorrimento e calcolo dei resti, a ritroso, rispetto all’anno in cui si intende effettuare le assunzioni”. I limiti dei resti assunzionali non riguardano i Comuni con popolazione inferiore ai mille abitanti.


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