Capacità assunzionale: non deve essere consolidata tra Enti Locali e Società partecipate

Capacità assunzionale: non deve essere consolidata tra Enti Locali e Società partecipate

Con la Delibera n. 319 del 10 settembre 2019, la Corte dei conti, Sezione controllo Toscana, ha chiarito la non coincidenza tra la capacità assunzionale di una Società partecipata e un Ente Locale socio.

Il caso esaminato concerneva una società per la gestione di una Farmacia comunale, con partecipazione interamente pubblica, composta da tre dipendenti, assunti tramite avviso di selezione pubblica, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato di durata di mesi 18 ex Dlgs. n. 81/2015. In prossimità della scadenza degli anzidetti contratti e visto quanto disposto dall’art. 19 del Dlgs. n. 175/2016, l’Ente coinvolto, nella persona del Sindaco, ha richiesto se la Società partecipata, nel rispetto delle direttive impartite dall’Amministrazione partecipante, possa procedere ad assunzioni a tempo indeterminato di personale senza diminuire la capacità assunzionale dell’Amministrazione partecipante. La Sezione chiarisce che i divieti e le limitazioni assunzionali cui si riferisce la disposizione sono quelli gravanti sulla Società e non sulle Amministrazioni socie, posto che allo stato attuale non si rinviene nell’ordinamento un principio di consolidamento della spesa di personale.

È pur vero che nelle Schede di lettura redatte dal Servizio Studi – Dipartimento Bilancio si legge che l’art. 19, comma 5, “prevede che le Amministrazioni Pubbliche titolari delle partecipazioni determinino, con propri provvedimenti, obiettivi specifici, annuali e pluriennali, sul complesso delle spese di funzionamento delle società controllate, ivi comprese le spese per il personale, anche attraverso il contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni di personale. Dette determinazioni dovranno tener conto, oltre di quanto dispongono le disposizioni transitorie in tema di personale recate dal successivo art. 25, delle disposizioni vigenti che stabiliscono divieti o limitazioni alle assunzioni di personale da parte delle Pubbliche Amministrazioni, in considerazione del settore in cui ciascun soggetto opera”.

È opinione della Sezione, tuttavia, che una simile lettura del dettato normativo, per quanto coerente con il sistema, finirebbe per porsi comunque in contrasto con le scelte operate nel tempo dal Legislatore, oltre ad ingenerare un eccessivo irrigidimento nel sistema assunzionale degli Enti Locali. Dunque, in mancanza, di una precisa e chiara formulazione normativa, è opinione della Sezione che – nonostante quanto rilevato – non sussista allo stato nell’ordinamento una norma che impone il consolidamento delle capacità assunzionali tra Enti Locali soci e Società partecipate.


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