“Ddl. Stabilità 2015”: Anci, “bene le modifiche ma il taglio delle risorse è ancora eccessivo”

“Ddl. Stabilità 2015”: Anci, “bene le modifiche ma il taglio delle risorse è ancora eccessivo”

La manovra finanziaria contenuta nel Ddl. Stabilità per il 2015 presenta effetti molto gravosi per la tenuta dei bilanci dei Comuni, per il concorso di tagli di risorse rilevanti e dell’avvio della riforma della contabilità pubblica, che di per sé comporta importanti restrizioni nella gestione delle risorse comunali”.

Cosí l’Associazione nazionale dei Comuni italiani ha commentato – con un Comunicato pubblicato sul proprio sito istituzionale – le modifiche introdotte dalla Camera al “Ddl. Stabilità 2015”, approvato il 30 novembre 2014.

Questo il quadro delle modifiche di interesse per i Comuni, sintetizzato nella Nota:
1)   Graduazione degli effetti della riforma della contabilità sui bilanci correnti:
–      progressiva imputazione in bilancio delle entrate di dubbia esigibilità: tra il 36 e il 100% nell’arco  di un quinquennio;
–    maggior diluizione della copertura del riaccertamento dei residui: fino a 30 anni nei casi di maggiore impatto;
2)   Patto di stabilità:
–    forte riduzione dell’obiettivo nominale del Patto per il 2015, che permette di invertire la tendenza degli ultimi anni alla creazione di avanzi di cassa inutilizzati a discapito delle spese comunali, in particolare degli investimenti;
–     ampliamento dell’esclusione dai vincoli del Patto di stabilità per i Comuni istituiti da fusioni;
–     definizione concertata di nuovi criteri di determinazione degli obiettivi ridotti del Patto di stabilità.
3)   Sostegno agli investimenti locali:
–    Innalzamento dei limiti delle percentuali per l’assunzione di mutui per investimenti pubblici locali e sostegno agli investimenti attraverso contributi  in conto interessi per un quinquennio;
–  possibilità di rinegoziare gran parte dei mutui esistenti a condizioni più favorevoli (e con allungamento dei termini fino a 30 anni);
–     possibilità di contrarre mutui con interessi a carico dello Stato;
4)   Gestione dei tagli e della spesa corrente:
–   autonomia nelle modalità di applicazione dei tagli previsti dalla legge, senza ingerenze nelle decisioni organizzative e finanziarie degli Enti;
–     utilizzo dei proventi da oneri di urbanizzazione per il finanziamento di spese per servizi;
–     mantenimento di una maggiore flessibilità nella gestione delle anticipazioni di cassa;
–    progressivo abbandono, già nel corso del 2015, dell’obbligo a sostenere le spese degli Uffici giudiziari, che ha dato luogo a rilevanti oneri non rimborsati a carico dei Comuni sede di Tribunale.

La nota negativa resta – secondo l’Anci – la questione del taglio di risorse, che resta stabilito in circa 1,5 miliardi di Euro: 1,2 stabiliti con la Stabilità e circa 300 milioni derivanti da leggi precedenti. “Si tratta – si legge – di un taglio che Anci continua a ritenere eccessivo, anche in rapporto al rilevante contributo al risanamento della finanza pubblica che i Comuni hanno assicurato negli ultimi anni, come riconosciuto dall’Istat e dalla Banca d’Italia”.


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