Disponibilità di una sede nel territorio comunale: è requisito di esecuzione del contratto e non di partecipazione

Disponibilità di una sede nel territorio comunale: è requisito di esecuzione del contratto e non di partecipazione

Nella Sentenza n. 605 del 24 gennaio 2019 del Consiglio di Stato, la questione controversa riguarda un appalto per l’affidamento del “Servizio di riparazione, manutenzione e revisione di automezzi” del Comune. Più nel dettaglio, i Giudici chiariscono che è illegittima la clausola del bando di gara che richiede alle Imprese partecipanti la disponibilità di un’Officina ubicata nel territorio dell’Ente Locale come requisito di ammissione alla partecipazione. Tuttavia, i Giudici specificano che la clausola è illegittima, in quanto sproporzionata e distorsiva del principio di concorrenza tra Imprese, poiché il richiedere il possesso di un’Officina ubicata nel territorio Comune, sin dalla data di presentazione dell’offerta e come requisito di ammissione, di fatto equivale a riservare la gara alle sole Imprese che già operano nel territorio, in palese violazione delle disposizioni comunitarie. Inoltre, i Giudici osservano che il rapporto, nell’ambito dell’art. 95, tra il comma 3 (che disciplina i casi di esclusivo utilizzo del generale criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, tra i quali v’è quello dei servizi ad alta intensità di manodopera) ed il comma 4 (casi di possibile utilizzo del residuale criterio del minor prezzo, tra i quali v’è quello dei servizi ripetitivi e non aventi natura tecnica), è di specie a genere. Ove ricorrano le fattispecie di cui al comma 3 (servizi ad alta intensità di manodopera) sussiste un obbligo speciale di adozione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa che, a differenza della ordinaria preferenza per tale criterio fatta in via generale dal “Codice”, non ammette deroghe, nemmeno al ricorrere delle fattispecie di cui al comma 4, a prescindere dall’entità dello sforzo motivazionale dell’Amministrazione.


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