Indebitamento degli Enti Locali: le indicazioni della Corte lombarda sulla possibilità di contrarre nuovi mutui

Nella Delibera n. 272 del 23 ottobre scorso, della Corte dei conti Lombardia, un Sindaco premette che il Comune ha chiuso di recente un contenzioso con Sentenza della Suprema Corte di Cassazione, che condanna il Comune alla messa in sicurezza di una parete rocciosa di proprietà privata, danneggiata intorno agli anni ‘70 a seguito infiltrazioni di acque nere proveniente da un dissesto fognario di proprietà comunale. Dalla stima tecnica, la spesa a carico del bilancio comunale sarebbe di circa 170.000 Euro, che il Comune deve sostenere per il ripristino dei luoghi, per dare corso alla Sentenza. Stante la carente situazione finanziaria per i continui tagli dei trasferimenti, il Comune non ha mezzi finanziari disponibili, come avanzo di amministrazione, immobili da vendere o proventi da oneri di urbanizzazione, per sostenere l’opera, per cui deve ricorrere alla contrazione di mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti al fine di dilazionare la spesa su più esercizi. Inoltre il Comune ha superato il limite massimo di indebitamento e verrebbe sforato anche il Patto di stabilità. Poi il Comune sarebbe intenzionato a contrarre un mutuo per realizzare l’opera, per non incorrere in responsabilità patrimoniali e i funzionari e il Sindaco in nuovi procedimenti penali. Infine, veniva evidenziato come  l’Amministrazione dovesse approvare entro il mese di settembre 2014 il bilancio di previsione 2014 in Consiglio comunale, con attivazione in Giunta comunale del procedimento di adozione dello schema di bilancio entro fine agosto 2014. Pertanto il Sindaco chiede se sia possibile e con quale modalità inserire l’opera nel bilancio di previsione 2014 e pluriennale in corso di formazione e se sia possibile e con quali modalità ricorrere all’indebitamento con la contrazione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, per dare attuazione alla sentenza della Suprema Corte di Cassazione, che condanna il Comune a mettere in sicurezza l’area in tempi brevi (opera da realizzare entro ottobre 2014).

La Sezione osserva l’art. 204 del Tuel, e sostiene che tale previsione generale deve essere letta anche alla luce di interventi normativi successivi più specifici. In particolare si riferisce al disposto dell’art. 5 del Dl. n. 16/14 (c.d. “Salva Roma”) convertito con modificazioni dalla Legge n. 68/14,  con il quale il Legislatore ha previsto che “per gli anni 2014 e 2015, i medesimi enti possono assumere nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato, oltre i limiti di cui all’art. 204, comma 1, del Dlgs. n. 267/00, per un importo non superiore alle quote di capitale dei mutui e dei prestiti obbligazionari precedentemente contratti ed emessi rimborsate nell’esercizio precedente”. La disposizione richiamata appare volta a valorizzare il ruolo che può essere svolto da nuovi investimenti, posti in essere dagli Enti Locali attraverso la contrazione di nuovi mutui, per il rilancio dell’economia. Più nel dettaglio la recente novella consente al singolo Ente, per i soli anni 2014 e 2015, di poter assumere  nuovi mutui e accendere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato, oltre i limiti fissati dall’art. 204, comma 1, del Tuel per un importo non superiore alle quote di capitale dei mutui e dei prestiti obbligazionari precedentemente contratti ed emessi, rimborsate nell’esercizio precedente. Quindi, per il 2014 la quota mutuabile sarà data dalla quota capitale mutui e prestiti rimborsata nel 2013; per il 2015, invece, dovrà prendersi a riferimento analogo aggregato relativo all’anno 2014. In via meramente esemplificativa ne deriva che un Ente, nel caso in cui nel 2013 abbia rimborsato quote capitali di mutui o altre forme di finanziamento per un importo superiore al limite di indebitamento previsto dall’art. 204 del Tuel, potrà utilizzare tale ulteriore margine per assumere nuove spese per investimento nel corso dell’anno 2014. Analoga valutazione potrà essere compiuta mutatis mutandis in relazione al successivo esercizio 2015. Comunque, la Sezione evidenzia come il singolo Ente dovrà, nel porre in essere la suddetta valutazione relativa ad una maggiore spesa per investimenti, attentamente valutare le eventuali ricadute negative relative al rispetto del Patto di stabilità e dell’equilibrio di bilancio, considerato in senso prospettico, ovvero come possibilità di sostenere in futuro gli oneri di ammortamento del mutuo contratto.


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