Indennità degli Amministratori: fino all’emanazione di un apposito Decreto il riferimento normativo resta la Legge n. 266/05

Indennità degli Amministratori: fino all’emanazione di un apposito Decreto il riferimento normativo resta la Legge n. 266/05

Nella Delibera n. 206 del 20 novembre 2014 della Corte dei conti Emilia Romagna, pubblicata oggi sul sito istituzionale, un Comune chiede di conoscere se la norma di cui all’art. 1, comma 54, della Legge n. 266/05, debba essere interpretata fin dall’inizio come determinazione in misura nuova e sostitutiva degli importi delle indennità e dei gettoni che erano stati definiti con il Dm. n. 119/00, attribuendo agli stessi valore fino all’adozione di un nuovo Decreto finora non emanato. In tal caso, se dal rendiconto 2013 le spese correnti risultano superiori alla media pro capite risultante dalla Tabella C del Dm. n. 119/00, per effetto degli oneri straordinari relativi al sisma e della contabilizzazione in bilancio del servizio raccolta e smaltimento rifiuti a seguito della normativa relativa alla Tares, la maggiorazione del 2% non debba comunque essere applicata in attesa dell’uscita del nuovo Decreto. Inoltre, il Comune chiede se ai sensi dell’art. 5, comma 3, del Dm. n. 119/00 al nuovo Presidente del Consiglio non vada più attribuita l’indennità mensile di funzione pari a quella degli Assessori, ma l’indennità mensile di funzione pari al 10% di quella prevista per il Sindaco; se anche al Presidente del Consiglio uscente la misura dell’indennità debba essere adeguata a partire dall’1° gennaio 2014, visto il calo della popolazione Istat al 31 dicembre 2012 o debba essere comunque mantenuta per tutta la durata del mandato cessato in data 27 maggio 2014.

La Sezione afferma, relativamente ai primi 2 quesiti, tenuto conto dello stato della normativa vigente, legata alla mancata emanazione dei provvedimenti di adeguamento delle misure, previste nel tempo, che le indennità corrisposte fino ad ora, calcolate con riferimento all’art. 1, comma 54, della Legge n. 266/05, siano da considerare il riferimento a cui attenersi, anche in relazione alle nuove indicazioni riguardanti la invarianza della spesa, prevista dalla Legge n. 56/14. Per quanto attiene alle ulteriori richieste, riferite alla misura dell’indennità per il Presidente del Consiglio, la Sezione sostiene che sia determinante definire quale principio deve essere applicato per la determinazione della popolazione di riferimento. A questo proposito, la Sezione evidenzia la necessità di riferirsi alla popolazione al 31 dicembre del penultimo esercizio precedente, per dare dinamicità alle indennità. Pertanto, l’adeguamento è dovuto e va determinato sulla scorta dei dati demografici di recente acquisizione, in rapporto alla popolazione dell’ente intesa in senso dinamico. Siffatta conclusione trova fondamento nella chiara volontà del Legislatore di attualizzare e concretizzare il più possibile il meccanismo di determinazione dell’indennità in questione, emergente, sia dalla previsione, nell’art. 23, comma 9, lett. b), della Legge n. 265/99, di elementi ulteriori a detto fine, quali le fluttuazioni stagionali della popolazione, la percentuale di entrate proprie dell’Ente rispetto al totale delle entrate e l’ammontare del bilancio di parte corrente, sia dalle espressioni, di identico tenore, contenute nell’art. 82, comma 8, lett. b) del Tuel; volontà che sarebbe disattesa ove si facesse ricorso ad un dato limitato e statico così come espresso dal censimento. Dunque, nelle more dell’adozione del nuovo decreto ministeriale, con il quale, tra l’altro, troveranno applicazione le riduzioni percentuali disposte dal citato art. 5, del Dl. n. 78/10, l’adeguamento che spetta al Presidente del consiglio comunale a seguito dell’intervenuto aumento della popolazione ed, in particolare, del passaggio dell’ente ad una classe demografica superiore, secondo quanto previsto dall’art. 5 del Dm. n. 119/00, dovrà avvenire sulla base del criterio indicato dall’art. 156, comma 2, del Tuel, tenendo conto, cioè, della popolazione residente al 31 dicembre del penultimo anno precedente a quello in corso. Quindi, nel caso in esame, di riduzione della popolazione sotto i 15.000 abitanti, al Presidente del Consiglio compete l’indennità pari al 10% di quella del Sindaco. Quanto alla seconda parte del quesito sottoposto dal Comune, vale la considerazione che l’invarianza non si applica per la legislatura precedente solo se la riduzione della popolazione incide anche su quel mandato. Quindi, anche per il Presidente del Consiglio uscente la misura dell’indennità andrebbe adeguata a partire dal 1° gennaio 2014, visto il calo della popolazione Istat al 31 dicembre 2012.


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