“Legge Delrio”: chiarimenti sul funzionamento dei nuovi Organi

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato la Nota n. 1/14 del 23 ottobre 2014, con la quale fornisce chiarimentiin merito a talune problematiche sulle funzioni dei nuovi Organi previsti dalla Legge 7 aprile 2014, n. 56.

La Nota muove da alcune richieste di chiarimento pervenute al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie inerenti l’applicazione della Legge n. 56/14 (c.d. “Legge Delrio”), con particolare riguardo alle funzioni ed alle modalità operative degli Organi delle Città metropolitane e delle Province.

Poteri dei Consigli metropolitani

Relativamente ai poteri e ai compiti dei Consigli metropolitani, di cui ai commi 8, 14 e 15 della Legge n. 56/14 – secondo i quali il Presidente della Provincia e la Giunta, ovvero il Commissario eventualmente nominato, che risultano essere in carica alla data di entrata in vigore della Legge n. 56/14 (8 aprile 2014) restano in carica fino al 31 dicembre 2014 – essi dovranno assicurare l’ordinaria amministrazione dell’Ente, provvedendo agli atti urgenti e improrogabili.

Il Consiglio metropolitano invece provvederà alla predisposizione dello Statuto del nuovo Ente, che dovrà essere approvato dalla Conferenza metropolitana entro il 31 dicembre 2014.

Il Consiglio metropolitano, la Conferenza metropolitana e il Sindaco metropolitano assumeranno la pienezza delle loro funzioni solo a partire del 1° gennaio 2015, in conformità a quanto previsto dal comma 16 della stessa Legge n. 56/14.

Proclamazione degli eletti, prima convocazione e Presidenza del Consigliometropolitano

La proclamazione degli eletti compete all’Ufficio elettorale, appositamente costituito ai sensi dei commi 29 e 37 della “Legge Delrio”.

La convocazione del Consiglio metropolitano e la relativa Presidenza, nella fase di elaborazione dello Statuto, spetteranno al Sindaco metropolitano, conformemente a quanto affermato dal comma 8. Il Sindaco metropolitano assumerà invece le funzioni proprie dell’Organo monocratico a partire dal 1° gennaio 2015.

Insediamento dei Presidenti delle Province e dei Consigli provinciali

Ai sensi del comma 82 della Legge n. 56/14, dal momento in cui il Presidente della Provincia eletto e il Consiglio provinciale si insediano, il Presidente e la Giunta che erano in carica alla data di entrata in vigore della “Legge Delrio” cessano dalle loro funzioni. L’insediamento del nuovo Presidente avviene contestualmente alla sua proclamazione a cura dell’Ufficio elettorale e spetta al Presidente eletto convocare e presiedere il Consiglio provinciale eletto e l’Assembla dei Sindaci (comma 55).

I Consiglieri provinciali sono proclamati dall’Ufficio elettorale ai sensi del comma 77 ed entrano in carica in tale momento.

Poteri del Presidente della Provincia

Ai sensi del comma 66 della Legge n. 56/14, il Presidente eletto, anche in attesa dell’approvazione dello Statuto entro il 31 dicembre 2014, può nominare un Vicepresidente.

Lo stesso comma 66 prevede la facoltà di assegnare deleghe a Consiglieri provinciali, ma in proposito si precisa che tale facoltà potrà essere esercitata solo secondo le modalità e nei limiti di quanto previsto dai nuovi Statuti delle Province; pertanto, tale facoltà esige la preventiva adozione dello Statuto e che questo ne contenga le necessarie relative previsioni.

Il Documento chiarisce peraltro che, sebbene il richiamato comma 66, al terzo periodo, faccia riferimento all’adozione del principio collegiale con riferimento alle modalità di nomina dei Consiglieri delegati, rimane esclusa comunque la possibilità che i Consiglieri delegati, il Presidente e il Vicepresidente, possano costituire un nuovo Organo non previsto dalla norma. Sulla base di tale principio, lo Statuto stabilirà le modalità e i limiti nei quali il Presidente potrà assegnare deleghe ai Consiglieri provinciali.

Funzionamento degli Organi provinciali in attesa dell’approvazione del nuovo Statuto e disciplina delle Province montane

Nelle more dell’approvazione dello Statuto – che per le Province andate ad elezioni nelle scorse settimane l’Assemblea dei Sindaci deve licenziare entro il 31 dicembre 2014 – e degli eventuali Regolamenti ad esso relativi o riguardanti il funzionamento degli Organi, in virtù del principio di continuità amministrativa, dovranno essere applicati Statuto e Regolamenti della precedente Provincia, in quanto compatibili con la Legge n. 56/14.

Nel Documento è chiarito che, per quanto riguarda le Province con territorio interamente montano e confinanti con Paesi stranieri, sebbene queste godano delle specificità stabilite dalle norme, con riguardo soprattutto alle ulteriori “funzioni fondamentali” stabilite dal comma 86, dal punto di vista ordinamentale, la loro disciplina appare del tutto analoga a quella delle altre Province (comma 3, secondo periodo).

Rapporti tra Sindaco e Consiglio metropolitano e tra Presidente e Consiglioprovinciale

Né il Sindaco metropolitano né il Presidente della Provincia sono tenuti a presentare il proprio programma al Consiglio. Al massimo possono scegliere di presentare le rispettive Linee programmatiche.

In assenza di ogni qualsivoglia previsione legislativa in merito, Sindaco metropolitano e Presidente della Provincia non possono ritenersi assoggettabili a mozione di sfiducia ex art. 52 del Tuel, giacché essi ricoprono l’incarico di Sindaco metropolitano in virtù della carica di Sindaco del Comune capoluogo, mentre i Presidenti di Provincia sono eletti in virtù di Elezione separata rispetto al Consiglio. Infatti, per entrambi la Legge n. 56/14 prevede la decadenza solo nel caso in cui essi perdano i requisiti di Sindaco del Comune capoluogo (con riguardo al Sindaco metropolitano, comma 40), o di eleggibilità (con riguardo al Presidente della Provincia comma 65).

Alle Città metropolitane e alle nuove Province spetta il compito di presentare la Relazione di inizio mandato, ai sensi dell’art. 4-bis del Dlgs. n. 149/11. Tale obbligo scatta, per le Province, dalla data d’insediamento del nuovo Consiglio provinciale (nella prima seduta convocata dal Presidente della Provincia), mentre per le Città metropolitane scatta dalla data di assunzione dei pieni poteri da parte del Sindaco metropolitano e dei suoi Organi, e dunque successivamente al 1° gennaio 2015. In entrambi i casi, comunque, la predisposizione della Relazione è di competenza degli Uffici e in particolare, del Segretario generale.

La Nota chiarisce infine che, nei casi in cui il Sindaco metropolitano e il Presidente della Provincia ricoprano già l’incarico di Sindaco nel proprio Comune di appartenenza, non sia necessario prestare un secondo giuramento. Occorre procedere al giuramento nel caso, previsto dal comma 80, di elezione a Presidente della Provincia di un Consigliere provinciale uscente.

Applicabilità disposizioni Tuel

Per quanto riguarda l’applicabilità delle norme contenute nel Tuel che non siano state esplicitamente abrogate dalla Legge n. 56/14, la Nota ha chiarito che occorre distinguere tra Città metropolitane e Province. Alle prime si applica quanto disposto dal comma 50 della Legge n. 56/14 – vale a dire si applicano in quanto compatibili le disposizione relative ai Comuni di cui al Tuel e di cui alla Legge n. 131/03 – mentre alle seconde si applica il comma 51 della stessa Legge n. 56/14. Ciononostante, al fine di garantire la funzionalità complessiva del sistema di governo dell’Ente, alle Province potranno applicarsi tutte le disposizioni del Tuel che non risultino incompatibili con la stessa Legge n. 56/14, per quanto ivi non disciplinato.


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