“Nuovi minimi”: chi apre la partita Iva nel 2015 può aderire con la dichiarazione di inizio attività

“Nuovi minimi”: chi apre la partita Iva nel 2015 può aderire con la dichiarazione di inizio attività

L’Agenzia delle Entrate ha precisato, con il Comunicato stampa del 31 dicembre 2014, che i soggetti che intendono avviare dal 1° gennaio 2015 una nuova piccola impresa (individuale) o una nuova attività professionale possono accedere al regime forfettario per lavoratori autonomi di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della “Legge di stabilità 2015” ottemperando al seguente adempimento: nel Modello di dichiarazione di inizio attività devono barrare un’apposita casella che in via transitoria coincide con quella che permetteva l’accesso al previgente “Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, previsto dall’art. 27, commi 1 e 2 del Dl. n. 98/2011”. Ciò nell’attesa che sia completato l’iter per l’aggiornamento alle nuove disposizioni del citato Modello.

Rispetto a quanto sopra, giova specificare che il comma 56 dell’art. 1 menzionato prevede testualmente che: “(le) persone fisiche che intraprendono l’esercizio di imprese, arti o professioni possono avvalersi del regime [in parola] comunicando, nella dichiarazione di inizio attività di cui all’art. 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 di presumere la sussistenza dei requisiti di cui al comma 54 del presente articolo”. Laddove i requisiti di cui al comma 54 citato sono quelli che permettono alle partite Iva già esistenti di fruire del nuovo regime “di favore”. Infatti questi accedono (in via naturale senza alcuna comunicazione) al regime forfettario (e poi vi permangono salvo diversa opzione) se, rispetto all’anno solare precedente:

  • hanno conseguito ricavi, ovvero percepito compensi (ragguagliati ad anno), in misura non superiore ad importi predeterminati, variabili da Euro 15.000 a Euro 40.000 (rileva a tal fine la tipologia di attività esercitata contraddistinta dai codici Ateco riportati nell’Allegato n. 4 annesso alla “Legge di stabilità 2015”);
  • hanno sostenuto spese per prestazioni di lavoro per un ammontare non superiore a Euro 5.000 lordi;
  • riportano alla chiusura dell’esercizio un costo complessivo riferito ai beni strumentali (al lordo degli ammortamenti) che non eccede gli Euro 20.000;
  • pur avendo percepito redditi da lavoro dipendente e ad essi assimilati, hanno comunque “… conseguito … [redditi in misura prevalente] … nell’attività d’impresa, dell’arte o della professione …”. Il principio appena esposto non trova valenza allorché il coacervo dei citati redditi [sia da lavoro dipendente (o assimilato) che autonomo] non ecceda l’importo di Euro 20.000, oppure se il rapporto di lavoro dipendente (o assimilato) sia cessato (Cfr. art. 1, comma 54, punto d), “Legge di stabilità 2015”).

Non è previsto nessun limite temporale per la permanenza nel regime e nessun limite di età per accedervi.

Si rammenta che il nuovo regime fiscale forfettari per persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni consente di determinare il reddito imponibile applicando ai ricavi o ai compensi percepiti un coefficiente di redditività che varia a seconda del tipo di attività svolta (individuata in relazione ai codici Ateco sopra citati). Dal reddito così determinato è consentito dedurre i contributi versati in ottemperanza a disposizioni di legge.

Per le nuove attività viene concessa, qualora siano rispettate le condizioni indicate nel comma 65, dell’art. 1 menzionato, la seguente ulteriore agevolazione fiscale: riduzione di un terzo per i primi 3 anni di esercizio dell’impresa o della professione del reddito imponibile conteggiato nella maniera già esplicitata.

Il carico fiscale che grava sui soggetti “agevolati” – cristallizzato in un’unica imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap – è quantificato nella misura del 15% del reddito come sopra calcolato. Il versamento dell’Imposta sostitutiva segue le regole previste per il pagamento dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche.

I contribuenti in questione (salvo che per alcune tipologie di operazioni riconducibili all’applicazione del comma 60 dell’art. 1 della “Legge di stabilità 2015”) sono esonerati dal versamento dell’Iva e da tutti gli altri obblighi previsti dal Dpr. n. 633/72.

Permangono tuttavia le seguenti incombenze: numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali, certificazione dei corrispettivi e conservazione dei relativi documenti.

Stante il ridotto carico fiscale che grava sui contribuenti in parola, i ricavi e i compensi che concorrono alla determinazione del reddito imponibile non sono assoggettati a ritenuta d’acconto ad opera del sostituto d’imposta.

Inoltre, il nuovo regime “forfettario” prevede, dal lato della semplificazione degli adempimenti contabili, l’esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili (fermo restando gli obblighi di conservazione dei documenti sopra visti).



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