Riscossione tributi locali: per il Consiglio di Stato si tratta di un servizio pubblico

Riscossione tributi locali: per il Consiglio di Stato si tratta di un servizio pubblico

Nella controversia in esame il Consiglio di Stato, con la Sentenza n. 5284 del 27 ottobre 2014, si è pronunciato in merito alla natura dell’attività di riscossione dei tributi locali.

A seguito dell’entrata in vigore del Dlgs n. 112/99 un Comune, con Deliberazione consiliare, ha deciso di esternalizzare la gestione delle proprie entrate mediante affidamento del “Servizio di riscossione a mezzo ruolo” ad una Società per il triennio 2004-2006.

Nel frattempo, con la Legge n. 248/05, veniva riformata la disciplina del “Servizio di riscossione coattiva delle entrate” con la soppressione, a decorrere dal 1° ottobre 2006, del sistema di affidamento in concessione e con la contestuale attribuzione delle funzioni di riscossione all’Agenzia delle Entrate.

Il Comune istante ha richiesto al Consiglio di Stato di dedurre l’erroneità della Sentenza del Tar nel punto in cui essa ha richiesto l’adozione di un apposito atto regolamentare volto a sottrarre la gestione del “Servizio di riscossione delle entrate” al regime transitorio previsto dell’art. 3, della Legge n. 248/05. Di conseguenza, vista la mancanza della Deliberazione richiesta, è stata dichiarata l’incompetenza del Funzionario responsabile del Settore ad indire una gara per l’affidamento del servizio stesso, aggiudicata da Equitalia.

Con la Sentenza in commento i Giudici hanno affermato che la riscossione dei tributi deve essere considerata quale attività di servizio pubblico e la decisione circa le sue modalità di gestione, nonché la conseguente determinazione di indire una procedura negoziata per la scelta del soggetto incaricato di gestire il servizio stesso, costituiscono senz’altro una scelta di “organizzazione di pubblici servizi” che rientra dunque nell’ambito di applicazione dell’art. 42, lett. e), del Tuel. La qualificazione dell’attività di riscossione dei tributi quale servizio pubblico comporta l’applicazione di tutte le disposizioni vigenti per gli incaricati alla gestione di pubblico servizio, con specifico riferimento ai delitti contro la P.A. e ai reati privati contro la stessa.

Vista la qualificazione di servizio pubblico riconosciuta, alla gestione della riscossione delle entrate risulta applicabile la normativa sull’autocertificazione. Di conseguenza, potrebbe essere evitata la produzione di certificati da parte dei contribuenti, stante l’obbligo di accettare l’autodichiarazione e di richiedere d’ufficio le relative informazioni all’amministrazione competente.

I Giudici aditi hanno quindi rafforzato la tesi a favore del servizio pubblico, ricordando però che la materia non ha ancora trovato un indirizzo giurisprudenziale uniforme. La qualificazione dell’attività di riscossione dei tributi locali dovrebbe essere definitivamente chiarita nell’ambito di una revisione organica della disciplina, che alla data in cui si scrive non è stata ancora attuata.


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