Scandalo Vaticano, Marogna: “Nulla da nascondere su rapporto fiduciario con Becciu”

Scandalo Vaticano, Marogna: “Nulla da nascondere su rapporto fiduciario con Becciu”

“Immutato affetto” per il cardinale Angelo Becciu. Così la manager cagliaritana Cecilia Marogna, che, attraverso il suo procuratore in atti Riccardo Sindoca, commenta all’Adnkronos le ultime notizie relative alla sua collaborazione con l’ex Sostituto della Segreteria di Stato vaticana finita al centro del processo che si aprirà Oltretevere il 27 luglio. 

Cecilia Marogna, dice Sindoca, “non avendo nulla da dover nascondere ed occultare per quanto attesta il rapporto fiduciario intercorso tra la stessa e Becciu e il servizio svolto nell’esclusivo interesse della Segreteria di Stato e della Santa Sede, non ha e non ha mai avuto alcun motivo dal dover prendere distanze sia formali che sostanziali dall’allora Sua Eccellenza Reverendissima Cardinale Angelo Becciu avverso il quale immutato permane l’affetto nutrito”. 

“Piuttosto – prosegue a nome della Marogna l’esperto di diritto internazionale che fa parte del suo pool difensivo – non si comprende come sia possibile che il Segretario di Stato, Sua Eccellenza Reverendissima il Cardinale Pietro Parolin, che con propria mail scrive a Cecilia Marogna di non recarsi in Segreteria la settimana del suo arresto poi voluto in Italia, possa dichiararsi all’oscuro della posizione di Cecilia Marogna, posto che i pagamenti avverso la stessa fossero stati autorizzati fin dal Santo Padre in Persona come da chat del Cardinale Becciu occorse con Mons. Perlasca, e che lo attesterebbero senza indugio alcuno, così come ha dichiarato Becciu, sia stato imposto dal Santo Padre il Segreto in occasione dell’interrogatorio richiesto dal Promotore di Giustizia. Di certo vi è dicotomia fra quanto richiesto dal Santo Padre a Becciu e Marogna e quanto poi autorizzato con decreto il 19 giugno dal Santo Padre. Si fa presente che la Segreteria di Stato venga ritualmente informata di qualsivoglia indagine a carico di proprio personale e carica e pertanto il Segretario di Stato stante a quanto non poteva e non doveva esserne all’oscuro”. 


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