Servizio farmaceutico: trasferimento di una farmacia da una ubicazione ad un’altra all’interno della zona assegnata

Servizio farmaceutico: trasferimento di una farmacia da una ubicazione ad un’altra all’interno della zona assegnata

Il Consiglio di Stato, con la Sentenza n. 5840 del 25 novembre 2014, si esprime sull’istituzione di una seconda farmacia utilizzando il criterio topografico e sulla sussistenza della legittimazione a ricorrere di un gruppo di residenti contro il provvedimento del Comune di autorizzazione al trasferimento farmacia. I Giudici osservano che la disciplina del trasferimento di un esercizio farmaceutico da una ubicazione ad un’altra, restando all’interno della zona assegnata dalla pianta organica, prevede in linea di principio, che il titolare è libero di scegliere l’ubicazione dell’esercizio all’interno della zona, ma questa libertà non è illimitata, potendo l’autorità sanitaria contrapporle valutazioni riferite allo scopo di ottimizzare la funzionalità del servizio in rapporto alle esigenze degli abitanti della zona. Questa limitazione alla libertà dell’iniziativa economica del farmacista inteso come libero imprenditore si giustifica considerando che il titolare di farmacia si giova, in realtà, di un sistema di quasi-monopolio, in quanto è protetto dalla concorrenza da una triplice barriera:

1- il numero chiuso degli esercizi farmaceutici;

2- l’assegnazione di una porzione di territorio (zona) all’interno della quale gode di un pieno diritto di esclusiva, nel senso che nessun altro farmacista vi si può insediare;

3- il divieto imposto ai concorrenti di avvicinarsi al di sotto di una distanza minima, ancorché si trovino all’interno della zona di loro spettanza.

Non può invocare la pienezza dei diritti del libero mercato chi, gestendo un servizio di pubblica utilità, usufruisce di tali e tante deroghe ai principi del libero mercato. L’istituzione di una seconda farmacia utilizzando il criterio topografico di cui all’art. 104 del Tuls (Testo unico delle leggi sanitarie) comporta, innanzi tutto il vincolo di una distanza fra i due esercizi non inferiore a 3000 metri (invece degli ordinari 200). Tuttavia a parte il vincolo della distanza resta il principio logico di non-contraddizione e di conformità dell’atto allo scopo, con riferimento ai presupposti di legge. Questi presupposti si compendiano nell’espressione “particolari esigenze dell’assistenza farmaceutica in rapporto alle condizioni topografiche e di viabilità”. In buona sostanza, l’esistenza, nel territorio del Comune, di due centri abitati relativamente lontani e mal collegati fra loro, tanto da rendere necessario che ciascuno dei due sia dotato di una farmacia propria, in deroga al criterio demografico che giustificherebbe un’unica farmacia al servizio di entrambi. E’ intuitivo che se dopo l’istituzione della seconda farmacia si attua un trasferimento per effetto del quale uno dei due centri abitati rimane privo dell’esercizio farmaceutico mentre l’altro viene ad averne due, si contraddice platealmente la stessa ragion d’essere di due farmacie invece di una sola. Sussiste l’interesse di un gruppo di residenti del capoluogo comunale a ricorrere contro il provvedimento con cui il Comune ha accolto la domanda di un farmacista a trasferire il suo esercizio da un punto all’altro della zona di sua pertinenza, in quanto la peculiare situazione determinatasi nel Comune, nel caso in esame, al momento dell’istituzione di una seconda farmacia con il criterio topografico ha fatto sì, fra l’altro, che la farmacia esistente nel capoluogo sia rimasta caratterizzata da una speciale destinazione al servizio di quel centro abitato. Con la conseguenza che coloro che ivi risiedono, o comunque gravitano topograficamente su quel centro assumono una posizione d’interesse differenziata rispetto a quella degli altri cittadini pure residenti nella zona formalmente assegnata alla prima farmacia ma di fatto gravitanti sull’esercizio istituito nella località secondaria. Tale posizione differenziata costituisce base sufficiente per l’interesse a ricorrere contro il trasferimento e per la inerente legittimazione.


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