Società controllate: i dipendenti delle P.A. devono lasciare l’incarico di Amministratori di Società dalle stesse controllate entro il 31 luglio 2017

Società controllate: i dipendenti delle P.A. devono lasciare l’incarico di Amministratori di Società dalle stesse controllate entro il 31 luglio 2017

Nella Delibera n. 7 del 14 luglio 2017 della Corte dei conti Valle d’Aosta, viene richiesto un parere in merito alle tempistiche di adeguamento delle Società a controllo pubblico ai disposti del nuovo “Testo unico in materia di Società a partecipazione pubblica” di cui al Dlgs. n. 175/16. In particolare, viene chiesto se, per effetto degli artt. 11, comma 8, e 26, comma 10, del Dlgs. n. 175/16, i dipendenti pubblici già nominati, alla data di entrata in vigore del medesimo “Tusp”, quali Amministratori negli Organi di amministrazione delle Società controllate, cessino dalla carica decorsi 6 mesi dalla data di entrata in vigore del Dlgs. n. 175/16, e quindi a far data dal 23 marzo 2017 (o, tenuto conto della proroga prevista dal Decreto legislativo di modifica del “Tusp” in corso di approvazione, dal 31 luglio 2017), ovvero se possano proseguire nell’esercizio del mandato sino a scadenza naturale, secondo quanto ordinariamente previsto dall’art. 2383, comma 2, del Codice civile.

La Sezione chiarisce che le previsioni contenute nell’art. 11 del Dlgs. n. 175/16, disciplinante i requisiti che i soggetti in posizione apicale devono possedere nelle Società a controllo pubblico, trovano immediata applicazione. Pertanto, non è possibile proseguire l’incarico, fino alla scadenza naturale, nel caso di contrasto con la norma, essendo al contrario necessario eliminare la situazione divenuta “contra legem”. L’art. 11, comma 8 del Dlgs. n. 175/16 prevede 2 casistiche ben distinte e non sovrapponibili, quali rispettivamente:

  • il divieto per i dipendenti dell’Amministrazione titolare della partecipazione o di quella titolare di poteri di indirizzo e di vigilanza di assumere incarichi di Amministratore di Società a controllo pubblico;
  • la possibilità per i dipendenti della Società controllante, in virtù del principio della onnicomprensività della retribuzione, di rivestire l’incarico con l’obbligo di riversare i relativi compensi all’amministrazione o alla Società di appartenenza.

Inoltre, il comma 11 prevede che, nelle Società in cui le Amministrazioni pubbliche detengono un controllo di tipo indiretto, non è consentito nominare, nei Consigli di amministrazione o di gestione, Amministratori della Società controllante, a meno che agli stessi non siano attribuite deleghe gestionali a carattere continuativo, ovvero la nomina risponda all’esigenza di rendere disponibili alla Società controllata particolari e comprovate competenze tecniche o di favorire l’espletamento dell’attività di direzione e di coordinamento.

La tassatività della previsione contenuta nell’art. 11 del Dlgs. n. 175/16 impone quindi che la stessa trovi applicazione immediata, tanto più che il comma 8 non si esprime nel senso che non possono essere “nominati” Amministratori i dipendenti delle Amministrazioni pubbliche, ciò che lascerebbe pensare a un divieto relativo a una futura nomina rispetto a quella in corso, bensì introduce il pronto divieto del duplice ruolo. Con riguardo alla modifica degli statuti, a differenza della previsione di cui all’art. 26, comma 1, del Dlgs. n. 175/16 – che sancisce l’obbligatorietà di adeguamento degli statuti societari alla nuova disciplina – posto che i predetti divieti trovano la loro fonte nel Dlgs. n. 175/16, la modifica degli stessi si rende necessaria allorquando, in caso di primi Amministratori la nomina sia prevista nell’atto costitutivo ai sensi dell’art. 2383, comma 1, del Cc., e allorquando in essi esista un’espressa previsione relativa ai componenti dei Consigli di amministrazione contraria agli intervenuti precetti normativi. In tali ultimi casi la suddetta previsione va eliminata ai sensi dell’art. 11, comma 8, del Dlgs. n. 175/16 con le modalità previste dagli artt. 2365 e 2436 del Cc. entro il 31 luglio 2017, termine così prorogato dal Dlgs. n. 100/17, recante disposizioni integrative e correttive al Dlgs. n. 175/16. In conclusione, gli Amministratori delle Società a controllo pubblico non possono essere dipendenti delle Amministrazioni pubbliche controllanti o vigilanti. Pertanto, i dipendenti delle Amministrazioni pubbliche devono lasciare l’incarico di Amministratori di Società dalle stesse controllate entro il 31 luglio 2017 e gli statuti devono essere adeguati entro lo stesso termine, se si deve procedere alle nuove nomine.

Corte dei conti Valle d’Aosta, Delibera n.7-2017


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