Tares/Tari: “no” all’obbligo di allegazione degli atti sui quali si basa l’atto impositivo

Tares/Tari: “no” all’obbligo di allegazione degli atti sui quali si basa l’atto impositivo

Nell’Ordinanza n. 21814 del 29 agosto 2019 della Corte di Cassazione, un Comune propone ricorso per la cassazione di una Sentenza, con la quale la Ctr, in riforma della prima decisione, ha ritenuto illegittimo l’avviso di accertamento notificato, per Tares 2013, ad un Hotel. La Ctr, in particolare, ha ritenuto che tale avviso fosse carente di adeguata motivazione ex art.7 della Legge n. 212/2000, perché privo della trascrizione o, quantomeno, della allegazione della Delibera comunale di determinazione delle tariffe Tares. Allegazione ritenuta necessaria ad integrare una conoscenza reale ed effettiva del provvedimento.

La Suprema Corte chiarisce che l’obbligo di allegazione degli atti sui quali si basa l’atto impositivo non opera per gli atti che risultino essere già stati comunicati al contribuente, ovvero per quelli che – essendo assoggettati a forme di pubblicità legale per il loro carattere generale e normativo – debbono ritenersi da questi conosciuti o conoscibili. Di tale principio è stata fatta specifica applicazione, tra il resto, proprio con riguardo alle Delibere tariffarie emanate dalle amministrazioni comunali nella fiscalità locale. Infatti, in tema d’Icp, le Delibere comunali relative all’applicazione del tributo ed alla determinazione delle relative tariffe non rientrano tra i documenti che devono essere allegati agli avvisi di accertamento ai sensi dell’art. 7 della Legge n. 212/2000, in quanto detto obbligo è limitato agli atti richiamati nella motivazione che non siano conosciuti o altrimenti conoscibili dal contribuente, ma non anche gli atti generali come le Delibere del Consiglio comunale che, essendo soggette a pubblicità legale, si presumono conoscibili.

Inoltre, in tema d’Ici, l’obbligo di allegazione all’atto impositivo, o di riproduzione al suo interno, di ogni altro atto dal primo richiamato, previsto dall’art. 7, della Legge n. 212/2000 (cd. “Statuto del contribuente”), avendo la funzione di rendere comprensibili le ragioni della decisione, riguarda i soli atti necessari per sostenere quelle ragioni intese in senso ampio e, quindi, non limitate a quelle puramente giuridiche ma comprensive anche dei presupposti di fatto.

Ne deriva che sono esclusi dall’obbligo dell’allegazione gli atti irrilevanti a tal fine e gli atti (in specie quelli a contenuto normativo, anche secondario quali le Delibere o i Regolamenti comunali) giuridicamente noti per effetto ed in conseguenza dell’avvenuto espletamento delle formalità di legge relative alla loro pubblicazione.


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