Corte di Cassazione, Ordinanza 21765 del 29 luglio 2025
La controversia riguarda un avviso di accertamento Imu per l’anno 2015. La Commissione tributaria campana aveva annullato l’atto ritenendolo tardivo, poiché consegnato al contribuente il 30 marzo 2021, oltre il termine di decadenza fissato al 26 marzo 2021.
La Società di riscossione sosteneva invece che la notifica era tempestiva, poiché l’atto era stato consegnato alle poste il 25 marzo 2021, quindi entro il termine.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso chiarendo che, in base al principio della scissione degli effetti della notifica, rileva la data in cui l’ente consegna l’atto per la spedizione, non quella in cui il contribuente lo riceve.
Inoltre, a causa della sospensione dei termini prevista dal “Cura Italia” per l’emergenza Covid-19, il termine quinquennale per notificare l’accertamento era prorogato di 85 giorni, con scadenza al 26 marzo 2021. Poiché la spedizione è avvenuta il 25 marzo 2021, l’avviso era valido e tempestivo.
I Giudici di legittimità hanno quindi annullato la Sentenza regionale e rinviato la causa per un nuovo esame.







